Il piano regionale di sviluppo turistico (in)sostenibile di Mario Oliverio

Di Paolo Parentela:

Il consiglio regionale, nella seduta del 17 giugno, ha approvato la “Proposta di Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile (PRSTS) per il triennio 2019/2021”. Un evento definito “epocale” dal Governatore Oliverio e dai suoi fedeli seguaci. L’iniziativa parrebbe agli occhi dei tanti lodevole e ben strutturata, visto l’entourage di alto profilo accademico che caratterizza la Giunta dei tecnici oliveriana. Peccato, però, che la proposta di Piano si inserisce all’interno di quelli – richiamati all’art. 6 del D.Lgs. 152/2006 aggiornato (meglio conosciuto come Testo unico ambientale) – per i quali vige l’obbligo di sottoposizione alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Questo perché, essendo il piano un atto di pianificazione e di programmazione di tipo strutturale, esso contempla scelte che possono avere ricadute sull’ambiente (fra tutti l’aumento della presenza antropica nelle aree definite attrattive, con conseguenti effetti in materia di produzione di rifiuti, consumi e scarichi idrici, depurazione, ecc.). L’art. 11, comma 5 del D.Lgs. 152/2006 riporta espressamente che “La VAS costituisce per i piani e programmi a cui si applicano le disposizioni del presente decreto, parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione. I provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge”.
In tutto questo c’è anche da capire in che modo siano state definite le modalità di fruizione turistica delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) riportate, nel libro delle favole chiamato “PRSTS”, in un solo paragrafo intitolato “Il patrimonio montano e naturale”: queste aree rientrano nella Rete Natura 2000 e devono essere oggetto di tutela e di salvaguardia. Per tale ragione, si ritiene che la stessa procedura di VAS su questo Piano che interessa tutto il territorio regionale, debba essere affiancata anche da una Valutazione di Incidenza Ambientale. A nostro avviso, anche la base di dati del Piano è non corretta, in quanto non si tratta di cifre fornite da un ente terzo certificatore, ma da numeri che potrebbero essere potenzialmente “taroccati” e ricavati da telefonate fatte alle strutture ricettive: con questo sistema si può dimostrare che le presenze turistiche nella gestione Oliverio possono superare addirittura quelle delle Cascate del Niagara. Occorre quindi ridare un senso di legittimità e legalità a tutto. La violazione dell’obbligo della valutazione ambientale di fatto rende nulli, cioè privi di effetto, i provvedimenti di approvazione dei piani e dei programmi adottati. Un’altra occasione persa per la nostra povera regione che dovrebbe puntare tutto su questo settore strategico.

PER APPROFONDIRE:
QUI trovate una copia del piano approvato.

FONTE : Paolo Parentela