Il partito La7 e il punto di non ritorno

Cairo non vuole fondare un nuovo partito con La7 e la Gruber e soci non vogliono tornare a fare politica nel Pd, macché, invece che voti prenderebbero solo pesci in faccia. Quello che vogliono è solo impedire il cambiamento voluto dagli italiani. È sabotare il governo con ogni mezzo. Lo stesso vale per l’ormai grottesca stampa italiana e per le patetiche opposizioni. Fanno tutti parte dello stesso Partito Sfascista Italiano che non ha nessun progetto o idea che non sia quella di salvare il vecchio regime impedendo che si realizzi il nuovo corso populista. Un punto cruciale che Movimento e Lega devono tenere ben a mente prima di prendere ognuno la propria strada. Che prima o poi Movimento e Lega si separino è normale ed anche giusto, sono visceralmente diversi ed è salutare che ambiscano a potersi esprimere appieno. Nel futuro paradigma populista, Movimento e Lega occuperanno i posti di maggioranza e opposizione, quelli che un tempo erano della sinistra e della destra e si alterneranno al potere in quella che sarà una nuova democrazia popolare. Ma affinché cioè avvenga, Movimento e Lega devono prima cooperare per superare il punto di non ritorno, per assicurarsi che il nuovo paradigma populista si radichi stabilmente in Italia e che il vecchio regime non abbia nessuna possibilità di risuscitare. Solo fatto questo se la potranno giocare nelle urne. Movimento e Lega lo devono agli italiani che hanno creduto e credono in massa al cambiamento, ma è anche una necessità strategica per entrambi. Per superare il punto di non ritorno devono continuare a macinare risultati, devono dimostrare coi fatti che il populismo funziona e molto meglio del marciume partitocratico. Devono dimostrare che il populismo garantisce una democrazia migliore perché al servizio della volontà popolare invece che di lobby e interessi occulti, una democrazia con standard di trasparenza e legalità inediti e viva e dinamica e moderna e che colmi quei fossati che dividevano i cittadini dalle ciniche caste del vecchio regime. Movimento e Lega, prima di salutarsi, devono poi ristabilire regole del gioco degne di un paese civile sistemando ad esempio la piaga dei conflitti d’interesse e ripristinare una piena libertà di stampa e magari pure una legge elettorale decente per impedire alle vecchie caste la loro vile opera si sabotaggio.  È il raggiamento del punto di non ritorno il collante che deve unire i gialloverdi e non le poltrone come succedeva in passato e come oggi infamano ipocritamente le caste del vecchio regime. E tutto gioca in favore di Movimento e Lega. Gli italiani sono molto meno fessi di come vengono trattati dalle vecchie caste e il Partito Sfascista Italiano è talmente sputtanato che la sua propaganda genera spassosi effetti boomerang. Le tonnare di La7, la faziosità isterica di Gruber e soci o i fiumi d’inchiostro sprecati dai giornalai, sono rantoli di un regime fallito che é terrorizzato da quel punto di non ritorno che per loro vorrebbe dire la fine permanente e pure indecorosa. Solo chiasso. Solo rancore. Solo paura. Il vento populista sta soffiando in tutta Europa e se i popoli hanno deciso di rivoltarsi e di lottare per un nuovo paradigma democratico, non si fermeranno finché non sorgerà.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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