IL MIO REDDITO DI CITTADINANZA

Di Bruno Fusco:

Premetto che sarò certamente percettore del reddito di cittadinanza, senza fare grandi calcoli. Aggiungo che la cifra che mi sarà destinata, avrà vita breve, e non arriverà salva alla fine del mese: bonifico affitto, condominio, bollette, gatto, figlia, moglie, io, con i miei vizi di lifting, saune, champagne, ostriche, e quel cazzo di circolo esclusivo per giocatori di golf, solo la mazza mi costa una cifra, e tenerla dura e lucida non è facile; e poi quel desiderato divano, che compreremo a rate, ma solo per guardarlo…, e finalmente potrò anche smaltire la fila di creditori che mi attendono ogni mattina, dal 2014, giù al palazzo, ringrazio le forze dell’ordine che ne hanno evitato l’ira funesta, con cordoni e transenne predisposte all’uopo, spero possano resistere ancora, fino alla fine di Aprile! Sigh, sob, mumble, mumble.
Pensate quante cose si possono fare con 1080 euro al mese!

Sento dibattiti sui furbetti, quelli che il reddito di cittadinanza andrà agli sfaticati, a chi lavora a nero, chissà poi questo cazzo di paese dove si trova, sarà in una provincia senza colori, una provincia estesa dal sud al nord, o magari è solo l’umore di chi viene sfruttato, un umore nero, fatto sta che, i delatori e detrattori, del reddito di cittadinanza, non mi sembrano poi questi grandi lavoratori, se siedono nei divani dei talk show dalla mattina alla sera, o scrivono sui giornali, fosse per questo, io sarei un grandissimo lavoratore!

Mi si chiede cosa possa dare io, in restituzione a tanta attenzione dello Stato, bene, posso mettere timbri al comune per dare carte d’identita’, rilasciare stati di famiglia, posso guardare un monitor, leggere schermate per compilare campi vuoti, posso aprire le porte agli onorevoli, dividere chi bisticcia nei consigli regionali, posso addirittura ritirare la posta e dividerla per nomi e cognomi, e consegnarla a chi di dovere, posso spazzare una strada, raccogliere foglie, scrivere nomi, contare fino a dieci, suonare la campanella a fine lezione, insomma, c’è tanto da fare, quello che non mi si può chiedere, è di pagare la mafia per fare impresa, corrompere dirigenti per vincere appalti, vincere concorsi con le raccomandazioni, speculare sui migranti, fare il deputato e poi tradire il mandato, prendere soldi pubblici per fare un giornale, fare impresa aspettando che lo Stato mi destini soldi per fare impresa, moderare un dibattito politico, leccare le palle a Cairo o a Berlusconi! Insomma quelle cose che tanti hanno fatto e che oggi sputano contro il reddito di cittadinanza, se poi bisogna progettare missili per andare sulla luna, operare la gente, inventare il moto perpetuo, trovare particelle sconosciute, scalare montagne, allora, forse, 1080 ero, sono anche troppi!