Il ministro Toninelli risponde riguardo al dossier Alitalia e alla scelta di Atlantia da parte di FS.

di Claudia Cucuccio:

E’ dura da digerire (nel mio caso due giorni abbondanti), ma è così…
Ne sapremo di più entro il 15 settembre.
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Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, così ha risposto ad un giornalista ieri, riguardo al dossier Alitalia e alla scelta di Atlantia come quarto elemento da parte di FS:

“Gruppo FS (Ferrovie dello Stato) come capofila di quel consorzio che si sta andando a creare per rilanciare Alitalia ha per norma e per diritto autonomia di scelta. Quindi ben lungi dall’aver voluto dare indirizzi politici, perché loro valutano i piani industriali, le quattro offerte pervenute per costruire i piani industriali più seri e solidi, per rilanciare – e non semplicemente salvare – Alitalia.
Alitalia è un dossier, concessione ASPI (Autostrade per l’Italia) è un altro dossier.

Nella holding Atlantia c’è ASPI, che ha commesso il gravissimo e definitivo inadempimento – come detto da una commissione indipendente di giuristi – per aver fatto crollare il ponte Morandi, quello è un dossier e riteniamo che ci siano tutte le condizioni per portare a compimento quell’iter amministrativo che debba togliere a chi non è stato in grado, non all’altezza, di gestire una concessione autostradale.

Però ha anche delle concessioni aeroportuali, la holding Atlantia: Aeroporti di Roma ad esempio, ma anche un aeroporto in Francia a Nizza. Significa che nel suo core business c’è quello di fare volare aerei ed evidentemente Gruppo FS ha ritenuto che tra le varie offerte quella fosse la più solida che va costruita entro il 15 settembre. Due cose completamente distinte.

Io non sono all’interno del gruppo FS.
Se FS ha scelto loro, significa che ha ritenuto che sono quelli che più possono soddisfare le esigenze di mercato, io mi devo fidare di FS, non posso entrare in logiche di mercato. Di conseguenza questa è stata una scelta che deve essere costruita perché noi monitoreremo con molta attenzione, perché se hanno fatto un’offerta che non verrà costruita seriamente in maniera solida in prospettiva a lungo termine da qua al 15 settembre ci arrabbiamo parecchio, indipendentemente ovviamente dal dossier Aspi, perché se tu fai un’offerta, non pensare di aver fatto quell’offerta sperando che in queste prossime settimane noi dall’altra parte tiriamo i remi in barca, perché noi i remi in barca non li tireremo.

A me interessano le migliaia di dipendenti che ci sono in Alitalia. Se fosse crollata questa iniziativa e questo tavolo significava che da domani migliaia di persone erano per strada. Lei cosa avrebbe preferito? (chiede il ministro ad un giornalista insistente che gli chiede di commentare la dichiarazione di Di Maio che definiva Atlantia “decotta”).
Lei (sempre rivolgendosi al giornalista) sapeva anche da prima che da più di dieci anni Alitalia viene costantemente tenuta in piedi con soldi dello Stato e non è mai stata rilanciata (altro che dieci anni!) dai signori professionisti della politica che ci hanno preceduto?
Quello che stiamo facendo noi è rilanciarla per non doverla più salvare ogni due o tre anni.”