IL DECRETO DIGNITÀ FUNZIONA ALLA GRANDE

di Raphael Raduzzi:

Ci dicevano che sarebbe stato una catastrofe ma i dati ci dicono che il decreto dignità ha finalmente ridato stabilità a tantissimi lavoratori!

Nel 2018, le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 527mila contro le 299mila del 2017: sono cresciute tutto l’anno scorso, ma negli ultimi due mesi sono aumentate del 119% contro un +67% dei primi 10 mesi del 2018. Situazione ancora più accentuata per i lavori somministrati: nel 2017 le conversioni erano state 1.365, lo scorso anno sono arrivate a 9.291 di cui il 50% negli ultimi due mesi del 2018.

Rileggete le ultime righe: la metà delle oltre 9 mila trasformazioni di lavori somministrati (i più precari) sono avvenuti negli ultimi due mesi del 2018!!

Ed il commento, forse critico, di Sgezzi in realtà coglie appieno lo scopo del decreto dignità:

“Il grosso dei numeri è dato da lavoratori che erano già in azienda, quindi le imprese hanno probabilmente valutato che fosse più conveniente investire nella loro conferma, piuttosto che nella formazione ex novo di nuovi dipendenti”.

Dopo il decreto dignità ed il reddito di cittadinanza ora puntiamo sempre più rapidi verso il salario minimo: temi a cui la sinistra del jobs act ha voltato le spalle da almeno 20 anni.