I guai alla UE creati da Macron e le ritorsioni Americane sul pecorino e i suoi fratelli.

Di Pino Cabras:

Tutti statisti. Ad esempio quelli che criticavano il memorandum d’intesa Italia-Cina perché “non è sottoscritto nel quadro della UE”.
Falso, naturalmente, ma – per opporsi – tutto fa brodo.
E ci dicevano: guarda invece Macron, lui sì che rispetta la UE, non firma mica i memorandum, ma ai cinesi vende 300 Airbus e dà una bella stoccata alla Boeing statunitense mentre questa è nei guai.

Ecco, altro che “nel quadro UE”: questa mossa parigina ha esposto la UE alle ritorsioni di un tizio grosso grosso che sta alla Casa Bianca e che si è accorto anche lui della cosa, tanto che enumera le sovvenzioni pubbliche all’Airbus e dice: beh, la facciamo pagare cara alla UE, a tutta la UE, proprio quella che Chiagne-E-Fotti-Macron proteggeva con la sua delicatezza. E con un’ondata selvaggia di dazi, Trump ha dato all’uomo che rappresenta il commercio USA, Robert Lighthizer, la licenza di uccidere il pecorino e i suoi fratelli, una marea di prodotti agroalimentari europei.

Ovunque in Europa questa prospettiva è preoccupante, dove la preoccupazione si misura in miliardi di euro. Ad esempio, per stare a una cosa che vedo da vicino, se l’intento del presidente USA andrà in porto, sarà la pietra tombale per il settore ovino della Sardegna così come lo abbiamo conosciuto fin qui. Aprirsi a nuove produzioni e nuovi mercati che non siano il solito Pecorino Romano, il formaggio più dollarodipendente del mondo, diventa non più un’opportunità, ma una necessità esistenziale.
Più in generale, saremo soggetti a molti scossoni economici e finanziari, e il momento di guardare alle convenienze è ora.