Gli investimenti sono il fulcro della nostra proposta: ipotizziamo un ente centrale che segua da vicino l’attuazione del piano

Di Federica Daga:

Ieri pomeriggio ho partecipato alla giornata di studio “Le grandi dighe italiane. Una risorsa per il territorio” organizzata dalla Direzione Dighe e Infrastrutture idriche ed elettriche del Mit con interventi di alto profilo tecnico e istituzionale, tra cui quello del ministro Danilo Toninelli, ed è stata l’occasione per raccontare il lavoro fatto dal nostro governo su questo tema.

Un lavoro che ha prodotto il finanziamento del piano nazionale settore idrico, a cui si è aggiunto quello del tavolo tecnico politico che ho avuto il piacere e l’onore di coordinare nei mesi scorsi e quello per mettere a punto la nostra proposta di legge in discussione alla Camera sulla gestione pubblica e partecipata del ciclo integrale delle acque.

Ho avuto modo di ribadire che il fulcro della nostra proposta sono gli investimenti nel settore idrico, quelli che la gestione privata non ha assicurato adeguatamente lasciando una rete sempre più deteriorata. Questi investimenti, nella nostra ipotesi di riforma, saranno coordinati e realizzati dallo Stato attraverso un piano strategico nazionale su tutti gli usi idrici. Stiamo anche ipotizzando la nuova figura di un ente centrale che seguirebbe da vicino l’attuazione del piano attraverso la collaborazione concreta con le autorità di distretto e gli enti di governo dell’ambito. In linea con la direttiva acque, saranno le autorità di distretto a pianificare la gestione della risorsa e gli enti di governo dell’ambito a occuparsi delle scelte gestionali del servizio idrico integrato, dal piano d’ambito a quello economico finanziario.

Come è emerso dal confronto di ieri, infatti, il problema non è tanto la mancanza di finanziamenti in questo settore, ma la capacità di spendere in modo efficace. Ci vogliono 3 o 4 anni, in media, per progettare e 5 anni per la realizzazione: istituzioni e burocrazia devono snellire al massimo i loro tempi. Rinforzare la governance pubblica dell’acqua vuol dire unire e far collaborare tutti i livelli istituzionali per fare il bene comune sulla gestione dell’acqua. Come abbiamo ribadito in ogni sede, il MoVimento 5 Stelle è pronto a discutere e ad approvare la legge sull’acqua pubblica: grazie all’esperienza accumulata in questi anni, siamo sicuri che sarà una riforma concreta, senza i costi esorbitanti che alcuni hanno raccontato nei mesi scorsi. Noi siamo pronti, il Paese ce lo chiede, andiamo avanti!

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FONTE : Federica Daga