Giulia Grillo: Sui vaccini io e il governo non faremo passi indietro.

di Giulia Grillo:

In questi mesi abbiamo smontato tutti gli attacchi arrivati dai detrattori, dimostrando di avere su questo tema un approccio serio, equilibrato, basato sulle prove scientifiche. Tutelare al meglio la salute di tutti cittadini, con particolare attenzione ai più fragili: questo è l’intento che mi anima.

Domani scadrà la proroga sulle vaccinazioni per i genitori che hanno presentato l’autocertificazione. La proroga attuata nel settembre scorso da MoVimento 5 Stelle e Lega serviva a semplificare gli adempimenti burocratici imposti dal decreto Lorenzin, complicati dall’assenza dell’anagrafe vaccinale in alcune regioni e da quella nazionale che deve raccogliere tutte le informazioni e che noi abbiamo avviato.

Abbiamo così evitato un collo di bottiglia burocratico e dato a tutti i genitori il tempo di mettersi in regola, avendo più margine a disposizione per accedere a una corretta informazione, approfondire, chiarire eventuali dubbi sulle pratiche vaccinali. Dai dati che il ministero della Salute ci mette a disposizione risulta che la percentuale di bambini vaccinati sia altissima e il mio augurio è che nessuno rimanga fuori dai nidi e dalle scuole materne.

Tutti i bambini hanno il diritto di andare in classe, ma sono certa che i genitori comprenderanno che la #salute di tutti è il bene supremo, oltre che un diritto costituzionale, e abbiamo il dovere di fare il possibile per garantirlo in modo universale, soprattutto ai bambini immunodepressi e a chi non può vaccinarsi perché ha qualche malattia.

La legge Lorenzin, che ha introdotto l’obbligo per 10 vaccinazioni per capirci, è una legge che, già al tempo dell’approvazione, abbiamo criticato per diverse ragioni. Una su tutte: l’obbligo dev’essere un mezzo e non il fine, va applicato dove serve, siamo per il modello della raccomandazione, che agisce sulla consapevolezza e la piena informazione sui temi della prevenzione. Un modello che applicato correttamente prevede un percorso di incontro-confronto tra Stato e cittadini.

Lo scontro non fa bene a nessuno e a subire le conseguenze di un approccio divisivo sono principalmente i bambini.

Con il nostro disegno di legge intendiamo superare l’obbligo delle 10 vaccinazioni, mantenendo quello per il morbillo perché i dati dell’OMS e del Ministero ci confermano che è ancora necessario. La proposta della nuova legge basata su interventi mirati in basi alle condizioni epidemiologiche, ha già cominciato il suo iter al Senato e ci sono tutte le condizioni affinché venga approvata prima dell’estate.

Si tratta di un approccio intelligente e razionale: stop a interventi lineari o a gamba tesa da parte della politica, le politiche vaccinali vanno calibrate e applicate in base alle esigenze e all’indirizzo dato dalla comunità scientifica. E l’obbligo va introdotto solo se serve, partendo dai dati sulle coperture raccolti dall’anagrafe vaccinale, o in base ad eventuali epidemie. Per questo è fondamentale l’Anagrafe nazionale vaccini, da noi istituita ad ottobre.

Negli anni, l’incapacità di ascolto da parte della politica e gli interessi particolari di qualcuno hanno causato un danno gravissimo: erodere il rapporto di fiducia tra scienza-sanità e cittadini. Quello che stiamo facendo, attraverso le politiche vaccinali e non solo, è invertire la rotta.

Domani scadrà la proroga sulle vaccinazioni per i genitori che hanno presentato l’autocertificazione. La proroga attuata nel settembre scorso da MoVimento 5 Stelle e Lega serviva a semplificare gli adempimenti burocratici imposti dal decreto Lorenzin, complicati dall’assenza dell’anagrafe vaccinale in alcune regioni e da quella nazionale che deve raccogliere tutte le informazioni e che noi abbiamo avviato.

Abbiamo così evitato un collo di bottiglia burocratico e dato a tutti i genitori il tempo di mettersi in regola, avendo più margine a disposizione per accedere a una corretta informazione, approfondire, chiarire eventuali dubbi sulle pratiche vaccinali. Dai dati che il ministero della Salute ci mette a disposizione risulta che la percentuale di bambini vaccinati sia altissima e il mio augurio è che nessuno rimanga fuori dai nidi e dalle scuole materne.

Tutti i bambini hanno il diritto di andare in classe, ma sono certa che i genitori comprenderanno che la #salute di tutti è il bene supremo, oltre che un diritto costituzionale, e abbiamo il dovere di fare il possibile per garantirlo in modo universale, soprattutto ai bambini immunodepressi e a chi non può vaccinarsi perché ha qualche malattia.

La legge Lorenzin, che ha introdotto l’obbligo per 10 vaccinazioni per capirci, è una legge che, già al tempo dell’approvazione, abbiamo criticato per diverse ragioni. Una su tutte: l’obbligo dev’essere un mezzo e non il fine, va applicato dove serve, siamo per il modello della raccomandazione, che agisce sulla consapevolezza e la piena informazione sui temi della prevenzione. Un modello che applicato correttamente prevede un percorso di incontro-confronto tra Stato e cittadini.

Lo scontro non fa bene a nessuno e a subire le conseguenze di un approccio divisivo sono principalmente i bambini.

Con il nostro disegno di legge intendiamo superare l’obbligo delle 10 vaccinazioni, mantenendo quello per il morbillo perché i dati dell’OMS e del Ministero ci confermano che è ancora necessario. La proposta della nuova legge basata su interventi mirati in basi alle condizioni epidemiologiche, ha già cominciato il suo iter al Senato e ci sono tutte le condizioni affinché venga approvata prima dell’estate.

Si tratta di un approccio intelligente e razionale: stop a interventi lineari o a gamba tesa da parte della politica, le politiche vaccinali vanno calibrate e applicate in base alle esigenze e all’indirizzo dato dalla comunità scientifica. E l’obbligo va introdotto solo se serve, partendo dai dati sulle coperture raccolti dall’anagrafe vaccinale, o in base ad eventuali epidemie. Per questo è fondamentale l’Anagrafe nazionale vaccini, da noi istituita ad ottobre.

Negli anni, l’incapacità di ascolto da parte della politica e gli interessi particolari di qualcuno hanno causato un danno gravissimo: erodere il rapporto di fiducia tra scienza-sanità e cittadini. Quello che stiamo facendo, attraverso le politiche vaccinali e non solo, è invertire la rotta.

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