Gela: mezza città senz’acqua da una settimana, Di Paola (M5S) porta il caso all’Ars

Di sicilia5stelle:

Il deputato presenta un’interrogazione e chiede al governo regionale quali siano gli interventi per ammodernare la rete idrica, con quali tempistiche e quale attività di vigilanza è stata effettuata sulla società Caltaqua che gestisce il servizio.  

“Mezza città di Gela è a secco da quasi una settimana e i cittadini sono costretti a fare la fila davanti alle autobotti per avere qualche litro d’acqua: scene indegne di un luogo civile. Sono amareggiato e indignato e ho presentato un’interrogazione al presidente Musumeci e all’assessore dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità, Pierobon, per sapere come intendano intervenire per scongiurare nuove emergenze”.

Lo dice il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, in merito alla grave crisi idrica di Gela.

“Una conduttura di nuova costruzione – aggiunge Di Paola – è esplosa due volte in pochi giorni, a riparare il guasto sono stati inviati solo alcuni operai, mezza città è rimasta a secco e poche autobotti sono state messe a disposizione per rifornire i cittadini in emergenza. L’accaduto apre quindi molti interrogativi sullo stato della rete idrica e sulla gestione del servizio da parte di Caltaqua”.

“In passato – riprende il deputato M5S – abbiamo già incalzato la società su altre questioni, come il pagamento di oltre 700 mila euro dovuti di Tosap pregressa degli ultimi cinque anni. Ancora una volta siamo costretti a parlare di Caltaqua e stavolta sia il governo regionale a chiarire le cose: quali sono i progetti di ammodernamento della rete? Quali i tempi per avviare e completare i lavori, così da scongiurare nuove emergenze idriche? Quali controlli o attività di vigilanza sono stati effettuati sul gestore, per accertare eventuali irregolarità o inadempienze contrattuali e tutelare l’interesse pubblico? Domande opportune, visto che i cittadini pagano bollette salate e hanno il diritto di ottenere servizi di qualità”, conclude Di Paola.




FONTE : sicilia5stelle