Fondi Sima, il bancomat della Giunta Ceriscioli: il dossier completo.

Di Patrizia Terzoni:

Fondi Sima, il bancomat della Giunta Ceriscioli: il dossier completo.

Ovvero l’uso dei fondi europei destinati prioritariamente alle aree terremotate per interventi fuori cratere. Un approccio anche per il futuro attraverso il Patto per lo Sviluppo? 

La Regione Marche in questi anni ha ottenuto e, auspichiamo, otterrà fondi aggiuntivi sia a livello nazionale che comunitario affinché sia sostenuta la rinascita economica con assoluta priorità delle aree colpite dal sisma e, poi, in generale, dell’intera regione che comunque complessivamente ha subito diversi impatti negativi dalla tragica sequenza sismica del 2016.

Come si spenderanno queste somme determinerà il successo o meno dell’operazione nei prossimi 10-15 anni. Stiamo parlando di alcuni miliardi di euro che si aggiungono a quelli della ricostruzione. Devono essere spesi per iniziative materiali ed immateriali per il rilancio sociale, economico ed ambientale del territorio. 

L’attuale Governo regionale della Giunta Ceriscioli e della relativa maggioranza in consiglio come si sta muovendo?

A giudicare dai primi passi, come vedremo, molto male:

  • sia sul versante dei finanziamenti già resi disponibili;
  • sia dal punto di vista delle modalità di selezione delle strategie e dei progetti da proporre per ulteriori finanziamenti.

IL CASO DEI FONDI GIÀ DISPONIBILI: I FONDI FESR

Breve descrizione del FESR

Il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (F.E.S.R.) esiste da diversi anni e viene assegnato alle regioni tramite un accordo con la Commissione Europea che co-finanzia gli interventi con il 50%. Il restante 50% lo mette lo Stato.

Con tali fondi vengono finanziati progetti materiali e immateriali connessi allo sviluppo economico e al rafforzamento del territorio in genere, diretti sia agli enti che alle aziende. 

La Regione Marche, che prima del sisma si era vista assegnare 337 milioni di euro da spendere nel periodo della programmazione 2014-2020, nel 2017, dopo il terremoto, ha ottenuto altri 248 milioni di euro specificatamente destinati a mitigare gli effetti economici e sociali del terremoto nelle Marche con priorità per le aree del cratere composto da 87 comuni.

I fondi vengono spesi attraverso un Programma Operativo Regionale (POR) che è stato stato approvato dalla Commissione europea attraverso la Decisione di Esecuzione C(2017)8948 del 19 dicembre 2017. La Giunta della Regione Marche a sua volta lo ha approvato con Deliberazione 1597 del 28 dicembre 2017.

La variante del Programma è stata assoggettata a Valutazione Ambientale Strategica tra l’ottobre e il dicembre 2017, senza ottenere alcuna osservazione da parte di istituzioni, associazioni o cittadini. Evidentemente, almeno sulla carta, il programma di spesa sembrava essere accettato.

Infatti questi 248 milioni di euro sono stati inseriti in uno specifico asse del programma, l’asse 8, a sua volta suddiviso in diverse azioni, dal titolo “Asse 8 – PREVENZIONE SISMICA E IDROGEOLOGICA, MIGLIORAMENTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA E SOSTEGNO ALLA RIPRESA SOCIO-ECONOMICA DELLE AREE COLPITE DAL SISMA”

Per spendere materialmente queste somme, la Giunta Regionale ha approvato il manuale M.A.P.O. (Modalità di Attuazione Programma Operativo). Varie sono le delibere perché il MAPO è stato cambiato diverse volte, l’ultima delle quali è la n.1482 del 12/11/2018.

Il Programma Operativo Regionale (POR) approvato dalla Commissione Europea delinea le priorità di spesa e gli obiettivi condivisi da raggiungere, specificando per ogni azione le aree territoriali dove possono essere spese le risorse economiche.

Il MAPO declina in maniera approfondita ogni singola azione, riprendendo le indicazioni già inserite nel POR e specificandole nel dettaglio con la descrizione approfondita dell’azione, la localizzazione territoriale, le modalità di selezione dei beneficiari ecc.

LE AREE SELEZIONATE PER GLI INTERVENTI E LA RIPARTIZIONE DEI 248 MILIONI DELL’ASSE 8

L’allegato I del POR descrive dove devono essere allocate territorialmente le risorse dell’Asse 8.

Come si vede le somme possono essere spese o esclusivamente nelle aree del cratere oppure, mantenendo in ogni caso la priorità per le aree colpite dal sisma, essere destinate in altre parti della regione con specifiche modalità.

Con il MAPO e con le relative delibere di rimodulazione della somma di 248 milioni tra le varie azioni, possiamo presentare questa tabella riassuntiva con tutte le azioni, gli importi, le finalità di spesa e l’area territoriale interessata.

LA PROMOZIONE DEL TURISMO – AZIONE 30.1.1 “#DESTINAZIONEMARCHE”

Nelle ultime settimane ha tenuto banco una grande polemica per le modalità di spesa dei 12 milioni di euro dell’Azione 30.1.1 denominata “#destinazioneMarche” destinati al rilancio turistico delle aree del cratere, che sono stati indirizzati in parte in aree esterne da quelle colpite dal sisma, ad esempio a Pesaro e Urbino.

Due sono le deliberazioni importanti in questo senso:

-la n.1402 del 22/10/2018, che destina 300.000 euro dei fondi comunitari per le celebrazioni in onore di Gioachino Rossini a Pesaro; 

-la n.20/2019 del 14/01/2019, che approva il programma 2019/2020 delle attività di promozione turistica nell’ambito dell’azione 30.1.1 “#destinazioneMarche” che prevede una serie di attività anche al di fuori del cratere. La deliberazione 20/2019 segue e modifica la Deliberazione 829/2018 del 18/06/2018 che approvava le Linee di attività per #destinazioneMarche e che aveva previsto una spesa di 7.714.209,76 euro esclusivamente come fondi del programma FESR.

Esaminiamo nel dettaglio le due deliberazioni.

La deliberazione N.1402 del 22/10/2018 – I fondi per Gioachino Rossini a Pesaro

Con questa deliberazione, controllando i capitoli di spesa, possiamo dire in maniera inequivocabile che si tratta esclusivamente dell’uso di fondi dell’Asse 8 del FESR.

Nelle motivazioni si rileva che gran parte delle attività saranno svolte a Pesaro e provincia, quindi fuori dalle aree del cratere. Nel testo si ritrovano alcuni passaggi sulla questione della connessione con le aree del cratere, ad esempio distribuendo depliant delle aree del cratere durante le iniziative a Pesaro. Si prevedono concerti itineranti nei borghi colpiti dal sisma, senza alcuna specificazione del loro numero, e concerti a Camerino e Macerata. Inoltre durante alcune mostre a Pesaro, Urbino e Fano il museo del Pianoforte storico di Fabriano farà concerti e visite guidate (quindi in trasferta dal cratere).

Nelle motivazioni si legge anche che il dirigente della Programmazione Nazionale e Comunitaria della Regione ha espresso parere di conformità della deliberazione ai contenuti del MAPO e del POR.

La deliberazione n.20/2019 del 14/01/2019, programma #destinazioneMarche

Da un punto di vista economico questa delibera è leggermente diversa perché ai fondi comunitari del FESR per 3.591.536,56 si aggiungono fondi da un capitolo di spesa, il 2070110172, di competenza della Regione Marche (quindi fondi regionali) per 1.500.000,00, per un totale di Euro 5.091.536,56.

La deliberazione finanzia molte iniziative di comunicazione (spot televisivi e radiofonici), presenza a fiere in tutta Europa, eventi, mostre e altre attività. 

Anche in questo caso nel programma compaiono iniziative nelle aree esterne del Cratere, come una mostra a Urbino, i mercatini di Natale2019 nella provincia di Pesaro e la presentazione delle Bandiere Blu e Arancioni .

Proprio su quest’ultimo aspetto si sono concentrate le polemiche, in quanto non vi sono attività simili programmate nei borghi colpiti dal sisma. Eppure non è difficile organizzare questi eventi anche in aree con problematiche logistiche!

Su questo aspetto la Giunta Regionale in varie note alla stampa, compresa una piuttosto inusuale da parte del Dirigente che ha sottoscritto la deliberazione, Raimondo Orsetti, ha precisato che avrebbe usato i fondi regionali per l’iniziativa. 

Su questo va precisato che:

1)non vi è una allocazione delle somme sulle singole voci del programma. Si tratta di un unico “salvadanaio”, per intenderci, da cui pescare di volta in volta;

2)è vero che nel Bilancio della Regione Marche vi è un capitolo di spesa per i mercatini di Natale2019 nella provincia di Pesaro ma è un capitolo diverso, non inserito nella Deliberazione 20/2019. Nel Bilancio è esattamente quello con il numero progressivo seguente, il 2070110173 su cui ci sono disponibili 40.000,00 euro! Inoltre risultano finanziati anche i mercatini di Natale 2020, in un altro capitolo, per 30.000,00 euro. 

Infine anche l’iniziativa sulle Bandiere Blu e Bandiere Arancioni, anch’esse nel programma della Deliberazione 20/2019 “#destinazioneMarche” ha a disposizione un capitolo di bilancio a parte, il 2070110174, con 50.000,00 euro, neanche citato nella deliberazione.

A questo punto ci si chiede: perché inserire nel programma di iniziative del FESR attività finanziate direttamente dalla Regione che vi ha dedicato tre capitoli di bilancio specifici da cui è possibile uscire tranquillamente le somme previste con altrettante delibere, come si fa normalmente?

Altrimenti, perché non richiamarli della Deliberazione 20/2019 aumentando, quindi, di 120.000,00 euro (40.000 euro per i mercatini di Natale2019, 30.000 euro per quelli 2019 e 50.000,00 per le bandiere blu) la disponibilità complessiva per l’attuazione del programma?

Delle due l’una, se veramente si voleva finanziare queste attività solo con fondi regionali!

Cosa prevedeva la misura 30.1.1 “#destinazioneMarche del FESR Asse 8 per il sisma? Potevano essere spesi così i fondi?

Andiamo alla scheda contenuta del MAPO approvato, quella che la Deliberazione 20/2019 (con fondi comunitari e fondi regionali, assegnati per libera scelta della regione ma alla fine ancorati alle modalità di spesa del FESR) avrebbe dovuto attuare.

Vediamo intanto che la spesa può essere fatta “Prioritariamente l’area del cratere, con possibile estensione ai Comuni della Regione che sono classificati come aree a rischio sismico 1 e 2.

È chiaro, quindi, che esiste una priorità per le aree del sisma.

Poi si legge la descrizione dei contenuti dell’Azione.

Abbiamo evidenziato dei passaggi chiave da cui si evince chiaramente che l’azione doveva attuare un programma specifico per le aree del sisma e non un semplice programma regionale che ogni regione fa, in questo caso potenziato grazie ai fondi europei.

Ad esempio, le azioni di marketing dovevano essere tarate espressamente con particolare riferimento ai comuni del Sisma 2016.

Addirittura si specifica che dovranno essere previste iniziative per destagionalizzare il turismo nelle aree del cratere con eventi lontani dall’estate. Come non pensare proprio ai mercatini di Natale?

Per quanto riguarda spot, video ecc. a nostro avviso è chiaro che non possono essere semplicemente riciclati gli spot di Giannini che parlano di tutte le Marche e, di conseguenza, per pochi secondi anche di alcune aree del cratere semplicemente per ragioni statistiche (visto che il 22% del territorio regionale è nelle aree del cratere). Andavano invece prodotti prioritariamente spot e video per l’area colpita dal Sisma.

Ad esempio, una spesa adeguata alle indicazioni della Scheda della Misura avrebbe dovuto prevedere che su 1.000 spot previsti, 700-800 dedicati esclusivamente alle aree del Cratere. 

Pensiamo agli spot per Matera, sito Unesco. Perché non immaginare campagne di comunicazione specifiche su un sito Unesco come Fabriano oppure su una candidata ad esserlo come Ascoli Piceno, entrambi nel cratere? Oppure spot sulle Grotte di Frasassi e sul Parco dei Sibillini?

Non era possibile concentrare iniziative turistiche nei luoghi come Visso, Castel Sant’Angelo, Ussita, Accumuli che hanno un paesaggio straordinario, sentieri e percorsi attrezzati che possono essere valorizzati con azioni di marketing su target specifici di appassionati di montagna, escursionismo, osservazione di animali e piante ecc.? Eppure sono paesi che hanno attività commerciali e imprese che possono accogliere tranquillamente i turisti. Perché non aiutare direttamente loro? 

Oppure pensiamo ai comuni terremotati che hanno le bandiere arancioni o che sono nel club dei Borghi più Belli d’Italia. 

Questi ultimi sono ben sette: Offida, Sarnano, Servigliano, San Ginesio, Esanatoglia, Treia e Cingoli. Come non realizzare programmi specifici su comuni che sono colpiti dal sisma e che sono già in reti riconosciute a livello nazionale per la loro attrattività?

Ovviamente abbiamo potuto citare solo alcuni dei comuni colpiti dal sisma per esemplificare cosa si dovrebbe fare con i fondi destinati alle aree del Sisma 2016 sul turismo ma riteniamo che tutti i comuni del cratere, con azioni specifiche, debbano essere oggetto di iniziative per la loro conoscenza dal punto di vista turistico (basti pensare agli agriturismi o ai B&b ecc.).

Sintesi

Appare evidente che la Deliberazione 20/2019:

  • non realizza la scheda MAPO dell’Azione 30.1.1 dell’Asse 8 dei Fondi FESR denominata specificatamente #destinazioneMarche mentre di fatto attua un semplice programma regionale di promozione turistica potenziato rispetto agli anni pre-sisma;
  • i contenuti sono come minimo confusionari, mischiando fondi regionali con quelli comunitari e citando attività (che divengono finanziabili con i fondi della Deliberazione 20/2019, quindi anche con i fondi comunitari) che sono già finanziate dal Bilancio regionale in altri capitoli specifici.

Certamente non aiuta poi la mancanza di chiarezza nell’allocazione delle risorse tra le singole voci di attività, che aiuterebbe almeno a separare cosa viene finanziato dai fondi regionali del capitolo  2070110172 da ciò che viene sostenuto con fondi comunitari. 

In realtà il milione e mezzo di euro di fondi propri della regione sono stati di fatti vincolati all’attuazione della scheda dell’Azione 30.1.1 del FERS ma come detto, allora il programma non è consequenziale visto che non si occupa prioritariamente delle aree del Sisma.

LE AZIONI 25.1.5 e 28.1.5 “EDIFICI STRATEGICI” – RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA E ADEGUAMENTO SISMICO

La Deliberazione 1738/2018

Con la Deliberazione 1738/2018 la Giunta Regionale ha distribuito ben 18 milioni di euro, provenienti dall’Asse 8 “Sisma” del FESR sulle azioni 25.1.5 e 28.1.5, finanziando 9 progetti su altrettanti edifici strategici.

Come si vede dall’estratto della Deliberazione ben 5 edifici sono in comuni fuori cratere (tre ad Ancona, uno ciascuno a Pesaro e Fermo) mentre una minoranza, 4, sono nel cratere. Tra questi spicca la ristrutturazione di una palazzina del Complesso Terme di Santa Lucia, gestita da una S.P.A. pubblica. Vedremo che quest’ultimo aspetto è molto indicativo del modo di operare della Giunta marchigiana. 

Potevano essere spesi così questi fondi comunitari?

Andiamo a vedere cosa dicono le schede del MAPO per le azioni 25.1.5 e 28.1.5.

L’azione 25.1.5 prevede la “Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche” con interventi su edifici strategici “Prioritariamente l’area del cratere, con possibile estensione ai Comuni della Regione che sono classificati come aree a rischio sismico 1 e 2.

L’azione 25.1.8 prevede “Interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici strategici e rilevanti pubblici ubicati nelle aree maggiormente a rischio” con interventi su edifici strategici “Prioritariamente l’area del cratere, con possibile estensione ai Comuni della Regione che sono classificati come aree a rischio sismico 1 e 2.

Per entrambe le azioni sono esclusi gli interventi già finanziati evitando sovrapposizioni con gli interventi finanziati dal Decreto Legge 24/04/2017 n.50 a valere sul Fondo per le verifiche antisismiche e la messa in sicurezza degli edifici del cratere. 

Vi è un aspetto estremamente interessante anche per la valutazione della legittimità delle spese effettuate fuori priorità e, cioè, all’esterno dell’area del cratere. Il MAPO approvato una prima volta con Deliberazione 475 del 16/04/2018, è stato cambiato infine con Deliberazione 1482 del 12/11/2018 anche con il fine di ampliare la platea dei beneficiari del finanziamento, aggiungendo agli enti pubblici originariamente previsti anche le SPA a Capitale pubblico.

Questa variazione ha consentito di includere nel finanziamento l’intervento delle terme Santa Lucia di Tolentino, che altrimenti sarebbero state esclude.

Intanto ci fa capire quanto sia vincolante la scheda di azione.

In secondo luogo è interessante riportare le motivazioni dell’inclusione di questo intervento, rispetto ad altri potenzialmente eleggibili, perché evidenzia una gravissima lacuna istruttoria.

Infatti dalla Deliberazione 1738/2018 risulta che sia stata la Società delle Terme a richiedere il finanziamento e che la valutazione della Giunta è stata specifica su questa richiesta.

Visto che la Scheda delle due azioni 25.1.5 e 28.1.5 prevedevano espressamente la “priorità” per le aree del Cratere come si è proceduto per esaminare e valutare la platea degli interventi nei comuni del Cratere potenzialmente ammissibili a finanziamento?

Ad esempio, è stata inviata una lettera a tutti i comuni, alle province ecc. del cratere chiedendo di indicare edifici su cui intervenire? Possibile che neanche nei comuni più grandi del cratere come Camerino, Ascoli Piceno, Fabriano ecc non ci siano edifici strategici su cui operare?  

Nulla di tutto ciò è indicato in Deliberazione e la lettera unilaterale delle Terme Santa Lucia ci pare abbastanza significativa nell’evidenziare la mancanza di un processo aperto per la successiva selezione di proposte secondo le priorità e i criteri dettati dalle schede del MAPO.

Senza un’attività istruttoria specifica è, di fatto, venuto meno il rispetto della priorità per le aree del cratere e si è aperta la strada ad una spesa addirittura maggiore, sia in termini di numero di interventi (come detto 5 su 9), sia in termini economici (11 milioni contro i 7 nel cratere), per iniziative fuori dai comuni del Cratere, addirittura sul palazzo stesso della Giunta Regionale!

Sintesi

Appare evidente che la Delibera 1738/2018, sulla base del suo contenuto che non fa riferimento a percorsi di richiesta/censimento degli interventi strategici meritevoli di intervento nelle aree del cratere, non rispetta la scheda MAPO delle due azioni 25.1.5 e 28.1.5 per evidente carenza di istruttoria. Ciò ha impedito di poter definire la priorità tra interventi nei comuni colpiti dal sisma e in quelli esterni con un evidente squilibrio nella spesa che si presenta ribaltata rispetto alle priorità originariamente definite e pattuite con la Commissione Europea.

LE AZIONI 25.1.4 e 28.1.4 “EDILIZIA SANITARIA – RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA E ADEGUAMENTO SISMICO

La Deliberazione 159/2019

Con la recente Deliberazione 159/2019 del 18/02/2019 la Giunta Regionale ha distribuito 27.787.314,52 milioni di euro, provenienti dall’Asse 8 “Sisma” del FESR sulle azioni 25.1.4 e 28.1.4, finanziando 5 progetti su altrettanti edifici connessi alla sanità.

Come si vede dall’estratto della Deliberazione l’intervento principale, che drena ben il 44% dell’intera somma, è quello relativo all’Ospedale Le Torrette di Ancona, a cui sono andati oltre 12 milioni di euro, mentre agli altri 4 edifici situati nel cratere va la rimanente parte, per interventi meno costosi (il maggiore, quello dell’Ospedale di Montegiorgio, per dire, vale 1/3 rispetto a quello dell’ospedale di Ancona)

Potevano essere spesi così questi fondi comunitari?

Andiamo a vedere cosa dicono le schede del MAPO per le azioni 25.1.4 e 28.1.4.

L’azione 25.1.4 prevede la “Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche” con interventi sull’edilizia sanitaria “Prioritariamente l’area del cratere, con possibile estensione ai Comuni della Regione che sono classificati come aree a rischio sismico 1 e 2.” (come previsto per l’obiettivo tematico nel POR).

Prevede anche la priorità per i progetti promossi dagli enti locali che hanno aderito o aderiranno al Patto dei sindaci (PAES). Questa priorità appare un po’ particolare visto che i beneficiari possono essere esclusivamente le Aziende Ospedaliere e l’Azienda Sanitaria Unica Marche (ASUR); appare quindi incongrua.

L’azione 28.1.4 prevede “Interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici strategici e rilevanti pubblici ubicati nelle aree maggiormente a rischio” con interventi sull’edilizia sanitaria “Prioritariamente l’area del cratere, con possibile estensione ai Comuni della Regione che sono classificati come aree a rischio sismico 1 e 2.” (come previsto per l’obiettivo tematico nel POR).

Per entrambe le azioni sono esclusi gli interventi già finanziati evitando sovrapposizioni con gli interventi finanziati dal Decreto Legge 24/04/2017 n.50 a valere sul Fondo per le verifiche antisismiche e la messa in sicurezza degli edifici del cratere. 

Visto che le schede delle due azioni 25.1.4 e 28.1.4 prevedevano espressamente la “priorità” per le aree del Cratere come si è proceduto per esaminare e valutare la platea degli interventi nei comuni colpiti dal sisma potenzialmente ammissibili a finanziamento?

Nulla in questo senso si può evincere in Deliberazione. Senza un’attività istruttoria specifica è di fatto venuto meno il rispetto della priorità per le aree del cratere e si è aperta la strada ad una spesa che vede il maggiore intervento, per quasi metà delle risorse, ad Ancona, fuori cratere.

Ovviamente è assolutamente utile mettere in sicurezza il principale ospedale regionale ma qui si sta parlando delle modalità di spesa di fondi straordinari arrivati e destinati prioritariamente all’area del cratere.

Sintesi

Appare evidente che la Delibera 159/2019, sulla base del suo contenuto che non fa riferimento a percorsi di richiesta/censimento dei potenziali interventi su edifici con valenza nell’ambito sanitario meritevoli di intervento nelle aree del cratere, non rispetti la scheda MAPO delle due azioni 25.1.4 e 28.1.4 per evidente carenza di istruttoria che ha impedito di poter definire la priorità tra interventi nei comuni colpiti dal sisma e in quelli esterni con un evidente squilibrio nella spesa rispetto alle priorità originariamente definite e pattuite con la Commissione Europea.

IL BANDO PER L’AZIONE 21.1 “SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI AL FINE DEL RILANCIO DELLA CRESCITA ECONOMICA E DELLA COMPETITIVITÀ”

Il caso del bando FESR per le imprese

Gli uffici della Regione Marche hanno lanciato un bando, con scadenza 03/04/2019, destinato alle imprese, per l’attuazione dell’azione 21.1 dell’Asse 8 del FESR, con una spesa prevista di 1.983.594,46 euro. In realtà il bando ha una capienza maggiore in quanto sono stati impegnati non solo i fondi dell’azione dell’Asse 8 ma anche quelli di un’azione del FESR “ordinario”, la 1.3.1.

Nel bando si chiarisce, però, che ci saranno due graduatorie divise, una per i comuni del cratere e limitrofi che usufruiranno della somma derivante dall’ASSE 8 e una per gli interventi nelle aree fuori cratere. Cioè le imprese nel cratere potranno stare solo in una graduatoria e non in entrambe, come se le risorse “ordinarie” del FESR fossero diventate esclusive per il resto della regione. 

Potevano essere spesi così questi fondi comunitari?

Andiamo a vedere cosa dicono le schede del MAPO per le azioni 21.1 e 1.3.1.

La prima come detto riguarda l’Asse 8 e prevede interventi per “Innanzitutto gli 87 Comuni del cratere. Poi le risorse aggiuntive potranno essere usate nei comuni contigui solo se soddisfatte contestualmente 3 condizioni: 

  1. facciano parte di un sistema locale del lavoro comprendente un comune ricadente fra quelli colpiti dal sisma;
  2. rientrino nel gruppo di comuni limitrofi agli 87 del cratere e nei quali sono stati segnalati danni e o richieste di sopralluoghi (Gruppo B richiesta di accesso al FSUE – Fondo di solidarietà dell’Unione Europea);
  3. siano localizzati in aree classificate a rischio sismico 1 e 2. L’insieme dei 100 Comuni così risultanti è riportato nella tabella a conclusione del presente paragrafo.”

L’azione dell’Asse “ordinario” del FESR 1.3.1 prevede invece interventi nell’intera regione, come è chiaramente indicato nella scheda.

Pertanto se è corretta la modalità di spesa per l’azione 21.1 dell’Asse 8 in questo caso, paradossalmente, sono stati introdotti dei vincoli di spesa non previsti per l’azione 1.3.1 della parte “ordinaria” del FESR, escludendo in maniera a nostro avviso infondata le imprese dei comuni del cratere. In questo modo le risorse dell’Asse 8 non sono più aggiuntive ma sostitutive per le imprese del cratere ma questo non è assolutamente previsto dalla scheda.

Pertanto le imprese nei comuni del cratere avrebbero dovuto essere finanziate su entrambe le misure.

L’errore è molto evidente anche per un altro aspetto. Come abbiamo detto le somme dell’azione 21.1 possono essere spese nei comuni del cratere e in quelli limitrofi, che rispondono ad alcuni criteri. Ebbene, le imprese di questi comuni limitrofi potranno essere finanziati su entrambe le graduatorie con un’ulteriore disparità di trattamento non prevista rispetto anche ai comuni del resto della regione fuori dal cratere ma non limitrofi allo stesso!

Ovviamente deve essere posto rimedio a questa situazione riportando a quanto previsto dalla scheda dell’azione nel MAPO sopra riportata. 

Sintesi

Appare evidente che il Bando rispetta solo la scheda dell’azione 21.1 dell’Asse 8 ma non quella dell’azione 1.3.1, avendo escluso dalla sua graduatoria le imprese nei comuni del cratere mentre la scheda prevedeva di coprire i comuni dell’intera regione.

IL PATTO PER LA RICOSTRUZIONE

Come detto la Regione Marche potrebbe usufruire di altri fondi nazionali e comunitari (sia attraverso la programmazione 2021-2027 sia per fondi straordinari). Poiché le somme ammontano a diversi miliardi di euro, un’occasione unica che definirà l’assetto dei comuni del Cratere nei prossimi 10-15 anni, è sicuramente indispensabile avere uno strumento di “visione” per lo sviluppo di quel territorio utile a canalizzare in maniera efficiente le risorse su interventi efficaci dal punto di vista dell’obiettivo che ci si pone.

In questo senso si era mosso il Consiglio Regionale della Regione Marche che aveva affidato alle università marchigiane la redazione di un rapporto, poi effettivamente consegnato, dal titolo “Nuovi sentieri di sviluppo per l’Appennino marchigiano dopo il sisma“.

Questo lavoro ha individuato in 11 “sentieri” da seguire i percorsi per la rinascita del territorio colpito dal sisma.

Quasi contestualmente la Giunta Regionale provvedeva con la Deliberazione 1513/2017 ad incaricare la fondazione ISTAO per la redazione di un documento similare per la costruzione di una visione di sviluppo.

Alla fine i due processi sono stati fatti convergere, invero un po’ a forza (in questo senso basta vedere il tentativo piuttosto ingenuo di rappresentare graficamente la corrispondenza tra gli 11 “sentieri” individuati dalle università con i 6 assi selezionati dal tavolo ISTAO).

ISTAO ha selezionato, non si sa in base a quale metodo, una serie di portatori d’interesse da coinvolgere in tavoli di lavoro per sviluppare, appunto, sia la visione che un possibile quadro progettuale. 

Inusuale e molto discutibile, ai fini della trasparenza e della pari opportunità, la scelta, dichiarata espressamente nella documentazione, di limitare ai soli portatori d’interesse la possibilità di depositare proposte progettuali. Queste dovevano essere consegnate entro febbraio 2018.

Questa modalità appare immediatamente criticabile sia per ragioni generali connesse alla regole della pubblica amministrazione sia perché il tavolo stesso sicuramente risulta non rappresentativo della realtà sociale e delle problematiche dell’area del cratere. Mancano i comitati per la ricostruzione, le associazioni ambientaliste che pure recentemente hanno vinto con diverse proposte un bando del Ministero dell’Ambiente con una progettualità che riguardava proprio l’area del cratere, le rappresentanze delle scuole dell’infanzia, delle primarie, delle secondarie e scuole superiori. Ciò appare ancora più grave tenendo conto che una delle aree integrate di intervento individuate da ISTAO è proprio quella dei Servizi alla coesione sociale. Come progettare uno sviluppo ultra-decennale senza coinvolgere i protagonisti di quei settori, come associazioni, comitati e scuole?

Altra criticità riguarda anche i soggetti rientranti nelle stesse categorie di quelli prescelti che però non sono stati coinvolti (ad esempio, tra i sindacati ci sono solo i confederali).

Ultimo problema, l’effettiva rappresentanza delle realtà coinvolte, dall’ANCI alle associazioni di categoria. Come hanno coinvolto gli iscritti? I comuni sono stati avvisati e potevano partecipare in che modo visto che risultano essere state fatte solo interviste?

Se da un lato la creazione di gruppi di lavoro può prevedere una restrizione alla partecipazione (ma sempre attraverso un processo aperto e trasparente che non vi è stato nella selezione dei portatori d’interesse), dall’altro sarebbero bastate due semplici azioni per cercare di riequilibrare questa situazione:

  1. coinvolgere i comuni ufficialmente chiedendo di rispondere con 1-2 schede progetto rientranti nella visione generale delle sei aree tematiche individuate;
  2. lanciare un bando pubblico invitando associazioni, comitati ecc. a depositare proposte progettuali.
  3. In questo senso il “campione” sarebbe stato oggettivamente più rappresentativo e meno “di parte” rispetto a quanto poi emerso, come vedremo.   

ISTAO con questo percorso ha raccolto circa 130 schede di schede progettuali, invero piuttosto scarne, per un importo complessivo di 1,7 miliardi di euro. 

L’analisi della progettualità e il documento finale

La Giunta regionale ha approvato con deliberazione 1681/2018 del 10/12/2018 il Patto per lo Sviluppo con i relativi allegati, comprensivi delle schede progetto e dello studio delle università sui sentieri dello sviluppo.

Intanto, quale valore hanno tale documento e i progetti depositati? Lo dice espressamente un passaggio del patto del tutto inequivocabile che riportiamo integralmente per il suo valore.

Pertanto il documento avrà un valore essenziale perché:

  1. E’ uno strumento per canalizzare tutti i fondi che arriveranno nei prossimi anni, sia straordinari sia connessi alla programmazione comunitaria, per un valore di svariati miliardi di euro;
  2. Sono i progetti allegati a dover essere realizzati.
  3. Tenendo bene a mente tutti i limiti metodologici del processo attivato dalla Giunta Regionale e da ISTAO che abbiamo citato, sull’esclusione di intere categorie e sulla mancanza di pari opportunità, è bene comunque consultare le schede progetto per evidenziare alcune questioni che riteniamo assolutamente gravi.

Le schede progetto

Se, da un lato, in diversi casi ci sono idee progettuali che appaiono valide, rimane la sensazione di una grande collazione di desiderata, spesso derivanti da scelte che sembrano a loro volta condizionate dal singolo soggetto partecipante al tavolo, anche se in rappresentanza di una collettività più ampia.

In questo senso l’esempio della scheda dell’eolico industriale è paradigmatica.

Il proponente è Confindustria che però si presenta con un partner specifico privato, la società Energogreen Renewables per un progetto del valore di 162 milioni di euro che in parte dovrebbe essere cofinanziato, secondo la richiesta!

Non ci pare che in Europa esista una sola società che installa impianti eolici industriali da 150 metri di altezza.

L’incredibile caso dei progetti aggiunti “fuori sacco”

L’aspetto probabilmente più scandaloso dell’intera operazione, visto che stiamo parlando di milioni di euro da cercare sui fondi comunitari e nazionali, cioè della collettività, è la comparsa, come aggiunta eterogenea, di altre proposte progettuali giunte solo oltre la scadenza ma presentate anche da soggetti che teoricamente non potevano farlo essendo estranei al gruppo di portatori di interesse.

Questo aggrava ovviamente il problema della pari opportunità di accesso da parte di chi volesse dare un contributo.

Come sono arrivate queste schede? Grazie a quali contatti? Perché sono entrate direttamente nella delibera tra gli allegati?

Letteralmente clamoroso, per le norme che regolano la pubblica amministrazione, l’inserimento di una scheda addirittura anonima che riporta la data di settembre 2018 (quindi a processo di presentazione ampiamente trascorso). Non solo non vi è carta intestata ma neanche dalla lettura si evince chi sia il proponente, anche se appare connesso a strutture alberghiere di varie località, da Pesaro all’Umbria. Il tutto per svolgere un progetto di formazione di due anni per 2 classi da 20 persone per la modica cifra di 1,5 milioni di euro da svolgere a Portonovo ad Ancona, pure fuori dal cratere! Ovviamente non vi è la scheda utilizzata dai portatori d’interesse ma un progettino di alcune pagine senza firma.

Tra le schede inserite all’ultimo momento spicca anche quella di un Comune del pesarese, Frontone, fuori dal cratere, che propone, sempre attraverso un formato diverso dalle schede dei portatori di interesse, un impianto ippico, il Catria Horse Park, da 4.940.000 milioni di euro, di cui 1.150.000 per l’acquisto di un’area industriale di 10 ettari e di due capannoni industriali (!).

Citiamo un altro progetto arrivato questa volta da un’associazione. Al di là del valore del progetto, a noi interessa sapere come mai si ammette la proposta, da 1.775.000 euro, di una specifica associazione, Faro Cratere, mentre rimangono escluse tutte le altre centinaia che esistono negli 87 comuni interessati dal sisma.

Infine è pervenuta un’ulteriore proposta, depositata utilizzando la scheda fornita da ISTAO.

Concerne un altro intervento sull’energia: la realizzazione di una rete di colonnine di ricarica per auto elettriche. Un progetto da 21 milioni di euro proposto dall’onnipresente società privata Energogreen Renewables srl del gruppo Fintel Energia Group, che chiede anche un cofinanziamento pubblico del 50% pari a 10,5 milioni di euro! 

Arriviamo quindi addirittura alla presentazione di progetti non da portatori d’interesse generali come associazioni datoriali, sindacati ecc ma addirittura direttamente da un privato!

Sintesi

La Deliberazione del patto per lo Sviluppo e la Ricostruzione contiene gravissime criticità in ordine:

1)a quelle che appaiono come violazioni delle basilari norme di trasparenza e pari opportunità della pubblica amministrazione per la presentazione di schede progetto da milioni di euro da parte di soggetti che teoricamente non solo non hanno partecipato al percorso ma non ne avevano neanche il diritto, almeno secondo la metodologia adottata da ISTAO. Addirittura vi è una proposta progettuale anonima;

2)alla metodologia escludente e non aperta che non ha fatto diventare protagonisti del patto i territori, dai comuni alle associazioni passando per scuole e comitati dei terremotati; 

3)alla canalizzazione delle risorse future da miliardi di euro su una visione e un parco progettuale selezionati in maniera inidonea e quindi, con ogni probabilità, non efficaci per raggiungere l’obiettivo proposto: la rinascita delle aree colpite dal terremoto.

CONCLUSIONI E PROPOSTE

L’excursus che abbiamo fatto verte:

  • sulle modalità di spesa di fondi europei già disponibili;
  • sulle modalità di programmazione e scelta di progetti per la spesa di miliardi di euro nei prossimi 10-15 anni.

Abbiamo evidenziato fatti a nostro avviso gravissimi che denotano un approccio al problema della rinascita delle aree del cratere disinformato, opaco, parziale, superficiale e spesso, a nostro avviso, al limite o anche oltre delle regole basilari della pubblica amministrazione.

Vogliamo citare due casi veramente inconcepibili che denotano la superficialità mista ad arroganza con cui la Giunta Regionale ha affrontato le sacrosante critiche da parte dei comitati dei cittadini del cratere che si sono visti sfilare milioni di euro verso interventi nei comuni non interessati dal sisma:

  • il primo, la minaccia verso il rappresentante dei comitati di una querela, paradossalmente per aver pubblicato un atto della stessa Giunta con tali criticità, con tanto di richiamo all’ordine verso i giornalisti, spacciando le critiche come “fake-news”;
  • il secondo è esemplificativo del grado di conoscenza della materia da parte di un membro della Giunta, l’assessore Pieroni. In un dibattito televisivo andato in onda il 20 febbraio su ETV Marche, confrontandosi con il rappresentate dei comitati, l’esponente politico, per cercare di spiegare una delle delibere e in particolare la possibile eleggibilità delle diverse aree della regione per i fondi FESR, ha tirato fuori una mappa in cui, secondo lui, sarebbe evidenziata l’area del cratere (in rosso). Tale era l’evidenza dell’incongruenza che immediatamente il rappresentante dei cittadini ha fatto notare che si trattava di una mappa precedente al sisma (risale al 2003!) e, cioè, la classificazione sismica del territorio secondo la protezione civile. Una mappa di 13 anni prima del sisma del 2016! L’area rossa era in realtà composta dai pochi comuni che erano in classe 1 del rischio sismico da allora, altro che cratere.

Nello stesso dibattito l’assessore è riuscito anche a sbagliare il nome di un comune, ricevendo il giorno dopo questi commenti…

Riportiamo questi fatti perché sono l’altra faccia della medaglia degli atti varati da questa giunta e rappresentano bene la superficialità, la scarsa conoscenza dei problemi e anche la supponenza con cui trattano un dramma che riguarda decine di migliaia di persone che sono fuori casa e migliaia di aziende che sperano di poter sopravvivere nei prossimi anni assicurando economia e lavoro a questi territori.

Le proposte del M5S

Il M5S propone:

  1. L’lmmediata riformulazione della Deliberazione di Giunta Regionale 20/2019 destinando le risorse all’attuazione della scheda 30.1.1 con un programma turistico che riguardi principalmente il cratere, con spot, video, eventi dedicati, realizzato attraverso gli incontri con sindaci e operatori economici del settore;
  2. Il ritiro in autotutela delle deliberazioni di Giunta Regionale 1738/2018 (edifici strategici) e 159/2019 (edilizia sanitaria) con l’invio di un avviso a tutti i possibili soggetti eleggibili nell’area del cratere (comuni, province) per riportare tutte le risorse all’interno dell’area interessata dal sisma, soddisfacendo così il vincolo della priorità di spesa fissato a livello comunitario;
  3. Il ritiro in auto-tutela della Deliberazione di Giunta Regionale 1681/2018 sul Patto dello Sviluppo prevedendo:
  • E la cancellazione delle schede “fuori sacco” e di quelle con partner privati;
  • la dichiarazione che il cosiddetto parco progetti non costituisce il corpo identitario ma semplicemente una serie di indicazioni utili per la programmazione della spesa delle risorse aggiuntive; 
  • la riapertura dei termini per la presentazione di proposte progettuali da parte di comuni, associazioni, comitati; tutti vincolati al rispetto della visione proposta dalle università , in modo tale da non perdere il patrimonio di conoscenze e di indirizzo contenuti nel documento “I sentieri dello sviluppo” in modo tale da rendere veramente protagonisti i territori e i cittadini così duramente colpiti dagli eventi sismici

4. La modifica del bando per il “SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI AL FINE DEL RILANCIO DELLA CRESCITA ECONOMICA E DELLA COMPETITIVITÀ” in senso conforme all’azione 1.3.1. ovvero includendo nella graduatoria a valere sulle risorse di cui all’azione 1.3.1. le imprese localizzate nell’area del cratere.

Il Presidente della Regione Marche ci ha illustrato il Patto in un incontro svoltosi a Roma il 21 febbraio scorso. Ha chiesto collaborazione ai parlamentari per sostenere il documento presso il Governo nazionale. Lo stesso ha annunciato per il prossimo aprile per il Parlamento europeo. 

I portavoce del M5S già in quella sede hanno evidenziato tutte le criticità del Patto e hanno ribadito che prima di qualsiasi forma di appoggio, la documentazione deve essere redatta con percorsi trasparenti ed inclusivi.

Solo se verranno attuati integralmente i 3 punti sopra indicati il M5S potrà sostenere questo progetto, perché solo così si potranno mettere in campo forze e proposte progettuali veramente efficaci per raggiungere quanto prima l’obiettivo della rinascita sociale, economica ed ambientale delle aree terremotate.

Le deliberazioni citate possono essere scaricate dal sito della Regione Marche:
http://www.norme.marche.it/01_pagina.asp?pag=30&op=cerca&cosacerchi=13



FONTE : Patrizia Terzoni

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