EX ILVA, NON PERMETTEREMO RICATTI ALLO STATO ITALIANO

Di Tiziana Ciprini:

Arcelor Mittal ha deciso di andarsene da #Taranto, come dimostra la lettera di ieri, ancora prima della ristrutturazione della governance dell’azienda, disattendendo quindi il piano industriale dell’azienda nei numeri e nella prospettiva di rilancio.

Arcelor Mittal avrebbe dovuto produrre, dal 2018 al 2023, 6 milioni di tonnellate annue e dal 2024 ben 8 milioni di tonnellate annue: in realtà, lo scorso anno la produzione è stata di 4,75 milioni di tonnellate e il 2019 sarà caratterizzato da un lieve decremento, comportando una perdita superiore ai 60 milioni di euro al mese per l’azienda, nonostante l’attivazione della cassa integrazione a rotazione da luglio 2019 per 1395 persone.

Inoltre, questa notte è stato depositato da Arcelor Mittal, presso il Tribunale di Milano, un atto di citazione nei confronti dei Commissari straordinari, sottoscritto da sette legali e composto da 37 pagine e 37 allegati, a dimostrazione che da settimane, forse da mesi, l’azienda preparava l’abbandono dell’area.

Gli impegni vanno mantenuti e i cicli produttivi in flessione possono essere accompagnati con strumenti di sostegno, non licenziando le persone, specialmente quando un anno prima si è firmato un accordo per la piena occupazione.

Non permetteremo ad Arcelor Mittal di ricattare lo Stato italiano mettendo sul piatto oltre 5 mila esuberi.

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FONTE : Tiziana Ciprini