Evitiamo le sanzioni all’Italia da parte della UE con il Decreto Clima (111/2019)

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L’Italia è sotto procedura di infrazione per non aver ottemperato agli obblighi previsti dalla Direttiva Europea 2008/59/CE sulla qualità dell’aria.
Lavoriamo costantemente per evitare che i cittadini italiani paghino più di quando spetta loro.

Le procedure di infrazione portano a sanzioni che pagano tutti i cittadini.

Lascio qui la mia relazione.

D.L. 111/2019.

Misure
urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva
2008/50/CE sulla qualità dell’aria e proroga del termine di cui
all’articolo 48, comi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016,
n. 189, convertito con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016,
n. 229

(C.
2267 Governo, approvato dal Senato)

In qualità di relatore, riferisco alla Commissione sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 111 del 2019 recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria e proroga del termine di cui all’articolo 48, comi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 (C. 2267 Governo, approvato dal Senato).

Si
può evidenziare come questo atto testimoni la volontà del Governo
di avviare il green
new deal
,
a partire dalle misure volte a ridurre l’inquinamento atmosferico.

Alcune
aree del Paese, densamente popolate, come la Pianura Padana,
registrano sistematicamente valori ben superiori ai limiti indicati
dall’Unione europea sia per il PM10 (il particolato e le polveri
sottili) sia per il NO2 (biossido di azoto). Le cause antropiche sono
note: il traffico, il riscaldamento domestico e le emissioni
industriali e purtroppo sono noti anche gli effetti letali

Per
questo l’Unione europea ha aperto nei confronti dell’Italia due
procedure di infrazione, la n. 2147 del 2014 e la n. 2043 del 2015,
per mancata ottemperanza del nostro Paese agli obblighi previsti
dalla direttiva 2008/50 della Comunità europea, relativa alla
qualità dell’ambiente e per un’aria più pulita in Europa. Numerose
misure del presente decreto sono infatti dirette a quelle aree del
Paese in cui si sono registrati valori superiori alle soglie
stabilite a livello europeo.

Il
decreto in esame si pone l’obiettivo di tutelare la salute dei
cittadini italiani e dell’ambiente agendo sia a livello locale, sia
con misure di contrasto al riscaldamento globale.

L’articolo
1

disciplina l’approvazione – con decreto del presidente del
Consiglio da adottare entro novanta giorni – del programma
strategico nazionale

per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della
qualità dell’aria, che dovrà essere coordinato con il Piano
Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e con la
pianificazione di bacino per il dissesto idrogeologico. Tale
programma dovrà contenere le misure attuative della citata direttiva
europea (comma
1).

Viene
quindi esplicitato l’obbligo delle amministrazioni pubbliche di
conformarsi agli obiettivi fissati in tale programma (al comma
2).

Al
Senato è stato anche introdotto il comma
2-bis,
che istituisce un tavolo permanente interministeriale per l’emergenza
climatica, specificandone la composizione e la funzione di monitorare
le azioni del Programma.

L’articolo
1-
bis
modifica la denominazione del CIPE in Comitato interministeriale per
la programmazione economica e per lo sviluppo sostenibile (CIPESS) a
decorrere dal 1° gennaio 2021.

L’articolo
1- ter
istituisce
un fondo denominato “Programma #iosonoAmbiente”, con una
dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e
2022, finalizzato ad avviare, nelle scuole di ogni ordine e grado,
campagne di informazione, formazione e sensibilizzazione sulle
questioni ambientali, con particolare riguardo agli strumenti e alle
azioni di contrasto, mitigazione e adattamento ai cambiamenti
climatici.

In
tali ambiti, il fondo finanzia progetti, iniziative, programmi e
campagne, ivi comprese le attività di volontariato degli studenti,
finalizzati alla diffusione dei valori della tutela dell’ambiente e
dello sviluppo sostenibile, nonché alla promozione di percorsi di
conoscenza e tutela ambientale, nell’ambito delle tematiche
individuate dall’art. 3 della L. 92/2019, sull’insegnamento
dell’educazione civica (comma
2).

Il
comma
3
definisce le modalità di redazione dei progetti mentre i criteri di
presentazione e di selezione dei progetti nonché le modalità di
ripartizione e assegnazione del finanziamento sono stabiliti con
decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
dell’istruzione, entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore del
decreto (comma
4).

L’articolo
2
istituisce
un fondo denominato “Programma sperimentale buono
mobilità
”,
con la finalità di riduzione delle emissioni climalteranti.

Il
fondo ha una dotazione finanziaria complessiva di 255 milioni di euro
dal 2019 al 2024 (5 milioni € per il 2019, 70 milioni € per il
2020, 70 milioni € per il 2021, 55 milioni per il 2022, 45 milioni
€ per il 2023 e 10 milioni € per l’anno 2024).

Le
risorse per il nuovo fondo sono una parte di quelle attribuite, per
gli anni dal 2019 al 2024, al Ministero dell’ambiente, quale quota
dei proventi delle aste delle quote di emissione di gas serra.

In
particolare, ai sensi del comma
1,
i residenti nei comuni italiani interessati alle procedure di
infrazione comunitaria potranno godere – fino ad esaurimento delle
risorse – di un “buono mobilità” pari a 1.500 euro per le
autovetture fino alla classe Euro 3 ed a 500 euro per i motocicli
fino alla classe euro 2 ed euro 3 a due tempi, rottamati entro il 31
dicembre 2021. Il buono potrà essere utilizzato per l’acquisto di
abbonamenti al trasporto pubblico, o per l’utilizzo dei servizi di
mobilità condivisa a uso individuale nonché di biciclette anche a
pedalata assistita, entro i successivi tre anni. Il “buono
mobilità” non costituisce reddito imponibile e non rilevi ai fini
del computo del valore dell’ISEE.

Si
demanda ad un apposito decreto del Ministro dell’ambiente, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dello sviluppo
economico, sentita la Conferenza unificata), la definizione delle
condizioni e delle modalità per l’ottenimento e l’erogazione del
bonus mobilità. Il decreto dovrà essere emanato entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge,
quindi in una data che verrà a scadere tra pochi giorni.

Il
comma
2
finanzia progetti per la creazione, il prolungamento,
l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali per il
trasporto pubblico locale, con una somma pari a 20 milioni di euro,
per ciascuno degli anni 2020 e 2021. I progetti dovranno essere
presentati al Ministero dell’ambiente dai comuni aventi oltre
cinquantamila abitanti, ovvero da uno o più comuni finitimi anche in
forma associata riferiti a un ambito territoriale con popolazione
superiore a 50.000 abitanti, per la realizzazione di un’unica opera,
che siano stati interessati dalle sopra citate procedure di
infrazione comunitaria.

Per
quanto riguarda le modalità ed i termini di presentazione delle
domande, si rinvia ad un apposito decreto interministeriale, da
adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente
decreto-legge; si prevede comunque l’adozione di criteri che
assicurino priorità ai progetti presentati dai comuni con i più
elevati livelli di emissioni inquinanti.

L’articolo
3

autorizza la spesa di 10 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021
per il finanziamento di progetti sperimentali per la realizzazione o
l’implementazione del servizio di trasporto scolastico con mezzi di
trasporto ibridi o elettrici o non inferiori ad “euro 6”
immatricolati per la prima volta dopo il 31 agosto 2019.

I
progetti in questione possono essere presentati dai comuni con più
di 50.000 abitanti interessati dalle procedure di infrazione
comunitaria sulla qualità dell’aria e sono selezionati dal
Ministero dell’ambiente in base all’entità del numero di studenti
coinvolti e alla stima di riduzione dell’inquinamento atmosferico.

Anche
tale onere è coperto a valere su quota parte dei proventi delle aste
delle quote di emissione di CO2 destinata al Ministero dell’ambiente.

Si
demanda ad un apposito decreto del Ministero dell’ambiente la
definizione delle modalità di presentazione delle domande e delle
spese ammissibili al finanziamento.da adottare entro 90 giorni dalla
data di entrata in vigore del decreto-legge.

L’articolo
4
al
comma 1
prevede
il finanziamento di un programma sperimentale per la riforestazione
delle città metropolitane, per un importo di 15 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2020 e 2021 (comma 1).

Anche
tale onere è coperto a valere su quota parte dei proventi delle aste
delle quote di emissione di CO2 destinata al Ministero dell’ambiente.

La
definizione delle modalità per la progettazione degli interventi da
parte delle città metropolitane e il riparto dei fondi sono
demandati ad un decreto del Ministro dell’ambiente, tenendo conto,
in particolare, dei criteri di selezione della valenza ambientale e
sociale dei progetti, del livello di riqualificazione e di fruibilità
dell’area, dei livelli di qualità dell’aria e della localizzazione
nelle zone oggetto delle procedure di infrazione comunitaria (comma
2).

Il
comma 3 prevede – entro centoventi giorni dalla data di pubblicazione
del decreto ministeriale di cui al comma 2 – la presentazione da
parte di ciascuna città metropolitana delle progettazioni corredate
dai programmi operativi di dettaglio con i relativi costi. al
Ministero dell’ambiente, che approva almeno un progetto per
ciascuna città metropolitana, (comma 3).

Il
comma 4 prevede l’introduzione del rimboschimento delle fasce
ripariali e delle aree demaniali fluviali, laddove ritenuto
necessario per prevenire il rischio idrogeologico, tra i criteri
previsti per l’affidamento della realizzazione delle opere da parte
delle autorità competenti nella gestione del demanio fluviale e
nella programmazione degli interventi di contrasto al dissesto
idrogeologico. A tale previsione si affianca l’obbligo – quando non
ritengono necessario il rimboschimento per prevenire il rischio
idrogeologico – di darne motivatamente conto negli atti di
affidamento, pubblicati sul proprio sito internet (comma 4).

Il
comma 4-bis
prevede che le citate autorità competenti nella gestione del demanio
fluviale e nella programmazione degli interventi di contrasto al
dissesto idrogeologico operino in raccordo con la pianificazione e la
programmazione delle misure e degli interventi per la sicurezza
idraulica di competenza delle Autorità di distretto idrografico.

Il
comma 4-ter consente di affidare ke attività di rimboschimento agli
imprnditori agricoli

Con
i commi da 4- quater a 4 octies si integra il cosiddetto testo unico
forestale (decreto legislativo n. 34 del 2018, artt. 3 e 7), al fine
di:

  1. aggiungere
    la definizione di «bosco vetusto». Al riguardo, con decreto del
    Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di
    concerto con il Ministero dell’ambiente (e d’intesa con Conferenza
    Stato-Regioni, saranno approvate apposite disposizioni per la
    definizione delle linee guida per l’identificazione delle aree
    definibili come boschi vetusti e le indicazioni per la loro gestione
    e tutela, anche al fine della creazione della Rete nazionale dei
    boschi vetusti (commi 4- quater
    e 4 quinquies),
    senza che ciò comporti nuovi o maggiori oneri per la finanza
    pubblica ( 4sexies);

  2. prevedere
    che le regioni e le province autonome, in accordo con i princìpi di
    salvaguardia della biodiversità, con particolare riferimento alla
    conservazione delle specie dipendenti dalle necromasse legnose,
    favoriscano il rilascio in bosco di alberi da destinare
    all’invecchiamento a tempo indefinito (commi 4-septies)
    senza che ciò comporti nuovi o maggiori oneri per la finanza
    pubblica (e 4-octies).

Con
il comma 4-novies
si
stabilisce che, a decorrere dal 1º gennaio 2020, non sono consentiti
incrementi delle attuali quote di impermeabilizzazione del suolo,
nelle aree interessate da elevata criticità idraulica, come definite
dalle norme tecniche di attuazione dei relativi Piani di bacino.

L’articolo
4-
bis,
introdotto al Senato istituisce al comma 1, un Fondo volto a
incentivare interventi di messa in sicurezza, manutenzione del suolo
e rimboschimento attuati dalle imprese agricole e forestali, con
dotazione pari ad 1 milione di euro per il 2020 e a 2 milioni di euro
per il 2021. Il fine è quello di favorire la tutela ambientale e
paesaggistica e per contrastare il dissesto idrogeologico nelle aree
interne e marginali del paese.

Il
comma
2
demanda la definizione delle condizioni, dei criteri e delle modalità
di ripartizione delle risorse del Fondo a un decreto
interministeriale (Ministro delle politiche agricole e Ministro
dell’ambiente, sentita la Conferenza unificata), da emanare entro 60
giorni dalla entrata in vigore della legge di conversione del
decreto-legge.

Si
specifica quindi che gli interventi finanziati sono erogati in
conformità al regime europeo degli aiuti de
minimis

nel settore agricolo.

L’articolo
4- ter

reca misure volte ad elevare gli standard di qualità dell’aria
nelle aree protette nazionali e nei centri urbani, anche in funzione
di contrasto ai cambiamenti climatici. In particolare, si prevede la
creazione di una Zona economica ambientale (ZEA) con agevolazioni di
varia natura per le attività economiche virtuose sul piano
ambientale.

L’articolo
4-quater
introduce il “Programma Italia verde, che comprende iniziative di
diverso tipo per favorire attività di gestione sostenibile delle
città italiane, tra cui la previsione dle conferimento del titolo di
“Capitale verde d’Italia”.

L’articolo
4-
quinquies
introduce il programma
sperimentale mangiaplastica
,
finanziato con un fondo di 2 milioni di euro per il 2019, 7 per
ciascuno degli anni 2020 e 2021 e altri 11 milioni fino al 2024,
volto al contenimento della produzione di rifiuti in plastica tramite
l’utilizzo di eco-compattatori.

L’articolo
5
disciplina
la nomina e le attività dei Commissari unici per la realizzazione
degli interventi in materia di discariche abusive e di acque reflue
attuativi di determinate procedure di infrazione europea.

Il
comma 1 consente al Commissario unico per le discariche abusive la
possibilità di avvalersi, sulla base di apposite convenzioni, nei
limiti della normativa europea vigente, dei seguenti enti:

  • società
    in
    house

    delle amministrazioni centrali dello Stato;
  • sistema
    nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA);
  • amministrazioni
    centrali e periferiche dello Stato e degli enti pubblici

Il
comma 1 prevede, inoltre, la possibilità di riconoscere al personale
di cui si avvale il Commissario, inclusi i membri della Struttura di
supporto di cui al successivo comma 3, la corresponsione di compensi
per prestazioni di lavoro straordinario, nei limiti delle risorse
disponibili, per un massimo di 70 ore mensili pro capite.

Il
comma 2 prevede che il Commissario unico sia scelto nei ruoli
dirigenziali della pubblica amministrazione, resti in carica per un
triennio, e sia collocato in posizione di comando, in aspettativa o
fuori ruolo, secondo i rispettivi ordinamenti.

Al
Commissario è corrisposto – in aggiunta al trattamento economico
fondamentale a carico dell’amministrazione di appartenenza – un
compenso accessorio in ragione dei risultati conseguiti.

Il
comma 3 assegna al Commissario unico una struttura di supporto
composta al massimo di 12 membri appartenenti alle amministrazioni
pubbliche

Il
comma 4 prevede che il Commissario di cui al comma 1 operi, sulla
base di una specifica convenzione, in una sede presso il Ministero
dell’ambiente

Il
comma 5 stabilisce che le risorse finanziarie necessarie per le
esigenze operative e per il funzionamento della struttura, compresi
gli oneri dovuti per la stipula delle convenzioni previste, siano
poste a valere su una quota, non superiore allo 0,5% annuo, delle
risorse assegnate per la realizzazione degli interventi.

Il
comma 6 prevede la nomina – entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto-legge – con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti il Ministro
dell’ambiente e il Ministro per il sud e la coesione territoriale –
di un Commissario unico, al fine di accelerare la progettazione e la
realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e
depurazione di cui all’articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre
2016, n. 243, e degli ulteriori interventi previsti all’art.
4-septies, comma 1, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32.

Il
Commissario unico subentra in tutte le situazioni giuridiche attive e
passive del Commissario nominato con il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2017, che cessa dal proprio
incarico.

Il
comma 7 prevede – aggiungendo il comma 8-bis all’articolo 2 del
D.L. 243/2016 – la possibilità per il Commissario unico di avvalersi
al massimo di due sub commissari, in relazione alla portata e al
numero degli interventi sostitutivi. I due sub commissari operano
sulla base di specifiche deleghe definite dal Commissario unico.

L’articolo
5-
bis
posticipa di tre anni il termine (che diversamente scadrebbe il 31
dicembre 2019) per lo svolgimento dell’attività della Unità
Tecnica-Amministrativa operante presso la Presidenza del Consiglio
dei ministri al fine di consentire il completamento delle attività
amministrative, contabili e legali conseguenti alle pregresse
gestioni commissariali e di amministrazione straordinaria nella
gestione dei rifiuti nella regione Campania.

L’articolo
5-ter
prevede
il programma sperimentale “Caschi verdi per l’ambiente”,
finalizzato a promuovere iniziative di carattere internazionale di
tutela e salvaguardia ambientale, per i quali è autorizzata la spesa
di 2 milioni anni dal 2020 al 2022.

L’articolo
6

reca disposizioni in materia di pubblicità dei dati ambientali.

Il
comma 1 stabilisce che debbano essere pubblicati anche i dati
ambientali risultanti da rilevazioni effettuate dai soggetti di cui
all’articolo 2-bis
del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 e dai concessionari di
servizi pubblici nonché dai fornitori che svolgono servizi di
pubblica utilità.

La
norma richiama l’attuazione delle previsioni della Convenzione di
Aarhus sull’accesso alle informazioni ambientali, la partecipazione
del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in
materia ambientale, specificando che resta fermo il diritto di
accesso diffuso dei cittadini singoli nonché delle associazioni di
protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell’ambiente.

Si
stabilisce che, entro 180 giorni, i gestori di centraline e di
sistemi di rilevamento automatico dell’inquinamento atmosferico,
della qualità dell’aria e di altre forme di inquinamento ed i
gestori del servizio idrico pubblicano in rete informazioni sul
funzionamento del dispositivo, sui rilevamenti effettuati e tutti i
dati acquisiti.

I
dati e le informazioni di cui ai commi 1 e 2 sono acquisiti con
modalità telematica dall’ISPRA; si prevede poi che l’ISPRA
provvede ad acquisire e sistematizzare, in formato aperto e
accessibile, ogni ulteriore dato ambientale e a renderlo pubblico
attraverso una sezione dedicata e fruibile dal sito internet
istituzionale del MATTM denominata «Informambiente»,

Il
comma 5, per le finalità di cui al comma 4 in materia di attività
dell’ISPRA, autorizza la spesa di 500.000 euro per ciascuno degli
anni 2020, 2021 e 2022.

L’articolo
7
riconosce,
in via sperimentale, un contributo a fondo perduto a favore di
esercenti commerciali di vicinato o di media e grande struttura per
incentivare la vendita di detergenti o prodotti alimentari, sfusi o
alla spina.

Il
contributo economico è pari alla spesa sostenuta per attrezzare gli
spazi dedicati a tale tipo di vendita al consumatore finale oppure o
per l’apertura di nuovi negozi che prevedano esclusivamente la
vendita di prodotti sfusi. Esso è attribuito, nell’ordine di
presentazione delle domande, a copertura della spesa sostenuta e
comunque nella misura massima di 5.000 euro. Il contenitore offerto
dall’esercente non dovrà essere un contenitore monouso ma può
essere di proprietà del cliente purchè, in entrambi i casi, siano
idonei dal punto di vista igientico.

Il
comma 2 demanda le modalità di attuazione ad un decreto
interministeriale (Ministro dell’ambiente e Ministro dello sviluppo
economico, sentita la Conferenza unificata) da adottare entro
sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge.

Il
decreto ministeriale dovrà, tra l’altro, prevedere specifiche
verifiche che permettano di rilevare che l’attività di vendita in
parola sia svolta per un periodo minimo di tre anni, a pena di revoca
del contributo.

Sono
quindi previste le norme per la copertura finanziaria, nel limite
massimo di spesa pari a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni
2020 e 2021. Le disposizioni in esame si applicano nel rispetto della
legislazione dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato “de
minimis”.

L’articolo
8
prevede
il differimento dal 15 ottobre 2019 (corrispondente alla data di
entrata in vigore del decreto-legge in esame) al 15 gennaio 2020
della sospensione del termine per il pagamento dei tributi non
versati e altri adempimenti contributivi, previdenziali e
assicurativi disposta in seguito agli eventi sismici a far data dal
24 agosto 2016.

Si
specifica la facoltà del pagamento in massimo 120 rate mensili di
pari importo da versare a partire dal 15 gennaio 2020.

La
disposizione, che si applica alle popolazioni dei comuni colpiti dal
sisma in Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria è adesso integrata
dall’articolo 8, comma 2, del decreto legge “eventi sismici”, al
fine di ridurre i pagamenti sospesi al versamento del 40 per cento
dell’importo complessivo (la cosiddetta ‘busta paga pesante’).

L’articolo
8-bis

reca la clausola di salvaguardia, secondo cui le disposizioni in
esame si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province
autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei
rispettivi statuti e le relative disposizioni di attuazione, anche
con riferimento alla legge costituzionale n. 3 del 2001.



Di Salvatore Micillo:

FONTE : Salvatore Micillo