DOPO ORRORE IN EMILIA: STOP AL BUSINESS SULL’AFFIDAMENTO DI MINORI

Di Dalila Nesci:

Dopo le notizie riguardanti l’arresto di alcuni esponenti ‘ndranghetisti nell’ambito dell’operazione Grimilde, l’Emilia Romagna torna sotto i riflettori per una faccenda non meno grave ed inquietante: l’inchiesta denominata “Angeli e Demoni”, coordinata dal sostituto procuratore di Reggio Emilia, Valentina Salvi, fa luce su una situazione terrificante, per cui risultano indagati decine di esponenti del mondo politico -tra cui sindaci, amministratori comunali, un avvocato-, sanitario – dirigenti ed operatori – e dell’assistenza sociale operante nella Provincia di Reggio Emilia. Ciò che l’indagine ha portato allo scoperto sono i risvolti raccapriccianti del lavoro svolto dalla rete dei servizi sociali della Val D’Enza, accusati di aver “redatto false relazioni per allontanare bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti.”
Un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro, per il quale gli indagati sarebbero accusati di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso.
I minori, infatti, sarebbero stati sottoposti a veri e propri “lavaggi del cervello” durante le sedute di psicoterapia, suggestionati con l’uso di scosse elettriche, spacciate come “macchinetta dei ricordi”, al fine di alterare, in realtà, “lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari”.
Inoltre, secondo il quadro accusatorio, si sarebbero verificati anche due casi di abusi sessuali presso le famiglie affidatarie ed in comunità, dopo l’illegittimo allontanamento.
Una situazione di gravità inaudita, da affrontare con urgenza, competenza ed efficacia. Il Ministro per la Famiglia e le Disabilità ha già annunciato l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sulle comunità familiari che accolgono i minori, per individuare, punire e risanare ogni eventuale stortura di questo sistema a danno dei minori. Dall’inizio della legislatura – come parlamentari – ci stiamo occupando di tutela di minori in collaborazione con la Commissione bicamerale Infanzia. Inoltre, siamo intervenuti sul Codice Rosso con norme specifiche e abbiamo depositato un’interpellanza sul “caso Veleno”. Siamo al lavoro su una proposta di legge a prima firma Stefania Ascari e c’e’ gia’ una Commissione d’Inchiesta sul caso Forteto.
Ringrazio le forze dell’ordine e la magistratura per il preziosissimo lavoro svolto, esempio di serietà, professionalità e genuino attaccamento ai più alti valori civili.

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FONTE : Dalila Nesci