Dino Giarrusso: Ricominciamo sereni forti e onesti, anche con noi stessi.

di Dino Giarrusso:

Il risultato elettorale negativo del Movimento Cinquestelle non è una catastrofe, non è la fine di un sogno né tantomeno la fine di un progetto politico, che invece è vivo e forte e che -partendo dalla visionaria intelligenza di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio- ha portato semplici cittadini estranei alle malate logiche del potere italiano tradizionale al governo del paese. Questa battuta d’arresto è innegabile e proprio per questo dobbiamo vederla non come fine ma semmai come inizio, come principio di una fase nuova e importante. Il Movimento ha la sua ragione d’essere nel rapporto continuo e costante coi territori e coi cittadini, con gli attivisti, con gli italiani per bene. Il Movimento ha spezzato le gambe alla politica collusa e clientelare, che da quando ha visto sgretolarsi il proprio potere marcio ha reagito imbracciando il fucile contro di noi. Lo spettacolino di giornali e talk-show che da mesi ignorano la realtà aprendo ogni pagina ed ogni puntata sulla possibile crisi di governo, sullo spread o sul TAV, descrivono in maniera plastica il terrore di quella classe dirigente che si credeva eterna ed onnipotente e che invece il Movimento con la sua forza popolare e la sua purezza ha messo in discussione prima ed in crisi nera poi.
Oggi dunque non è il momento di avallare quella narrazione in malafede inscenando processi sommari al nostro interno, così come non è il momento di voltarsi dall’altra parte e fingere che non sia successo niente. Avere detto la verità (sulla corruzione, sul conflitto d’interessi, sulla povertà, sui privilegi della casta) è stata la nostra forza e deve esserlo anche oggi. Il Movimento è forte e milioni di persone continuano ad aver fiducia nei nostri portavoce, nei nostri ministri e soprattutto nei valori etici, umani e politici che ci hanno fatto grandi. Lasciarsi andare a reazioni istintive significa solo farci del male: cerchiamo piuttosto di proteggere il nostro sogno come si farebbe con qualcuno cui vogliamo bene che si trova in difficoltà. Tiriamo fuori tutta la passione, l’intelligenza e l’umiltà che ci hanno finora contraddistinto, e cerchiamo di capire insieme, e rapidamente, come sia possibile che una forza politica trasparente che sta governando bene, abbia un risultato così negativo in tutto il nord Italia. Cerchiamo di capire cosa stia funzionando meno bene nel rapporto coi cittadini e con alcuni territori, e ripariamo immediatamente ad errori e mancanze.
Uniti e compatti, però, pur nella differenza di vedute. Ricordando sempre che i nostri reali avversari si chiamano partitocrazia, malaffare, corruzione e mafia.
Senza voltarci dall’altra parte ma senza farci del male: rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo da tutto ciò che di buono abbiamo dimostrato, che è tantissimo e non bisogna mai dimenticarlo.
Ricominciamo sereni forti e onesti, anche con noi stessi.