DECRETO ISTRUZIONE: UNA SCUOLA CON MENO PRECARI E PIÙ QUALITÀ

Con il Decreto Istruzione appena approvato alla Camera compiamo un primo indispensabile passo verso un sistema più giusto ed efficiente, in grado di andare nella direzione della qualità e dell’innovazione.

A breve saranno banditi due concorsi: il primo sarà rivolto a chi già lavora da almeno 36 mesi e porterà all’assunzione di 24mila docenti a tempo indeterminato mentre il secondo, sempre da 24mila posti, sarà rivolto a chi non ha ancora esperienza nel mondo della scuola ma ha i titoli e il merito per iniziare a insegnare.

Il testo della legge di conversione del decreto è stato arricchito con il contributo svolto nelle commissioni #Cultura e #Lavoro della Camera, andando incontro alle esigenze espresse da diversi soggetti del mondo dell’istruzione. Grazie agli emendamenti messi a punto da tutta la maggioranza, abbiamo recuperato ben 9mila posti di lavoro in più liberati da #Quota100, mentre con la cosiddetta “call veloce” abbiamo superato una norma assurda che fino a oggi ha impedito di occupare migliaia di cattedre vuote: tutti i vincitori e gli idonei di concorso e gli iscritti alle GAE (Graduatorie a esaurimento) avranno finalmente la possibilità di spostarsi in un’altra Regione per lavorare, a condizione che rimangano lì almeno per 5 anni, in modo da garantire la continuità didattica e tutelare gli studenti.

A queste importantissime misure se ne aggiungono molte altre che vanno nella direzione di risolvere nodi epocali intervenendo su scuola, università e ricerca: si trasformano le graduatorie di istituto in graduatorie provinciali così da eliminare ingiuste discriminazioni nell’accesso al lavoro tra chi, ad esempio, vive in una grande città rispetto a chi abita in un paese con poche scuole e si individuano soluzioni per stabilizzare tanti ricercatori italiani.

Con il Decreto Istruzione iniziamo a riprogrammare la scuola italiana e tutto il sistema della formazione, partendo da centralità del merito, valorizzazione dell’esperienza e lotta al precariato.

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Di Tiziana Ciprini:

FONTE : Tiziana Ciprini