Cronache Parlamentari – 36

Di Giuseppe L’Abbate | Un cittadino in Parlamento:

Dopo la tornata elettorale, i lavori
parlamentari hanno ripreso subito a pieno ritmo. A Montecitorio è approdato il
Decreto Crescita. Quali le novità per l’agroalimentare?

Tra le diverse misure volute dal
Governo Conte in questo decreto per rilanciare l’economia, non mancano quelle
dedicate alla tutela del comparto agroalimentare. Vengono sostenute le imprese
che devono agire per via giudiziaria per contrastare il diffuso fenomeno estero
dell’Italian sounding dei prodotti similari ai nostri. Abbiamo pertanto
previsto un credito d’imposta in grado di coprire il 50% delle spese sostenute
per la tutela legale e incentivato la promozione sui mercati esteri di marchi
collettivi o marchi di certificazione privati nonché il deposito di brevetti di
start up in particolare. Proteggiamo poi i marchi storici di interesse
nazionale. Istituiamo un fondo di 30 milioni di euro per il 2020 ai quali si
aggiunge lo stanziamento di 400k euro per l’assunzione dal 2020 di personale
specializzato (10 unità) presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi. Infine,
incrementiamo il livello e la qualità della internazionalizzazione delle PMI
italiane con un credito d’imposta del 30% per sostenere, fino ad un massimo di
60.000 euro, le spese per la partecipazione a manifestazioni fieristiche
internazionali di settore che si svolgono all’estero.

Dopo il Caso Caramanna e il
conseguente arretramento delle fasce per il contrasto alla Xylella, giunge una
notizia confortante per le aziende olivicole biologiche. Ci spiega di cosa si
tratta?

I ministeri hanno
compreso il cortocircuito che rischiava di crearsi e hanno provveduto a
risolvere il problema che veniva a configurarsi per le imprese olivicole
biologiche nelle zone delimitate della Puglia. L’Ufficio Sicurezza e
regolamentazione dei Prodotti Fitosanitari della Direzione Generale per
l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della
Salute ha autorizzato l’estensione d’impiego su olivo contro la cosiddetta
sputacchina che diffonde la Xylella fastidiosa di un fitofarmaco oggi ammesso
solo per le coltivazioni convenzionali. Oltre alle buone pratiche agricole,
pertanto, potranno utilizzare questo prodotto per il contrasto al batterio così
come disposto dalle norme comunitarie, nazionali e regionali in materia senza,
per questo, perdere certificazioni e denominazioni bio. 

Ci sono novità, invece, per la CUN
sul Grano duro che si attende da tempo?

Nel corso di un question
time al Senato, il ministro delle Politiche Agricole Centinaio ha ribadito come
l’istituzione della CUN (Commissione Unica Nazionale), introdotta grazie ad un
mio emendamento nel 2015, per quanto concerne il comparto del “Grano Duro”
attende solamente che i diversi protagonisti della filiera – produttori,
trasformatori e industriali – si mettano d’accordo su modalità operative, data
d’asta e sede. La legge e il relativo decreto attuativo sono infatti realtà da
tempo e, difatti, altre 8 CUN sono già partite: è il comparto che deve trovare
accordi interni, il Governo può solo svolgere un ruolo di moral suasion ed è
quello che sta già svolgendo nell’auspicio che si parta quanto prima.

In Commissione Agricoltura, intanto,
è ripreso il lavoro sulla tua proposta di legge di riforma del comparto ittico.
Raccontaci le novità.

Sono riprese le audizioni con la
partecipazione dei sindacati CISAL (Confederazione Italiana Sindacati Autonomi
lavoratori), Confsal Pesca, FAI-Cisl, FLAI-Cgil, UILA-Uil e UGL Pesca nonché di
Arci Pesca FISA (Federazione Italiana Sport e Ambiente), della Federazione
Italiana pesca sportiva e attività subacquee (FIPSAS) e della Federazione
Italiana operatori pesca sportiva (FIOPS). Inoltre, abbiamo votato il parere
sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante la
ripartizione delle risorse del Fondo per il rilancio degli investimenti delle
amministrazioni centrali dello Stato e lo sviluppo del Paese. E abbiamo ripreso
anche i lavori dell’Indagine conoscitiva sul fenomeno del caporalato in
agricoltura con l’audizione dei rappresentanti di INPS e INAIL.

In settimana si è tenuta anche la
votazione sul vostro capo politico, Luigi Di Maio.

Ho ritenuto, personalmente, superflua
tale espressione di voto ma quando c’è partecipazione è sempre qualcosa di
positivo. Il mio voto è stato convintamente favorevole. Il mandato di Luigi Di
Maio come quello di tutti noi qui in Parlamento è iniziato con le votazioni del
4 marzo 2018. Abbiamo un programma elettorale da portare avanti e tante idee
politiche da rendere concrete per lasciare un paese migliore di come l’abbiamo
trovato, dopo decenni di ruberie e menefreghismo. Continueremo a lavorare a
testa bassa e non arretreremo di un millimetro. Io non presto il fianco ai
nostri detrattori, a chi vorrebbe il ritorno di nani e ballerine o a chi
preferisce quel cachemire da salotto che ha prodotto Mafia Capitale. Davanti a
noi ci sono altri 4 anni in cui dimostrare che il Movimento 5 Stelle è l’unica
vera forza politica di Cambiamento in Italia. Saranno poi gli italiani a
decidere da che parte stare. Noi andiamo avanti, spediti, nella realizzazione
dei fatti concreti e reali come i tanti già realizzati in appena 12 mesi di
governo del Paese.

Ti sei interessato anche della
vicenda del “parco scomparso” nell’Area Industriale di Bari.

Più volte negli ultimi sei mesi sono
intervenuto pubblicamente su alcuni temi ambientali riguardanti il vasto
territorio dell’Area Industriale Bari-Modugno. Prima ho rilevato l’ambiguo
comportamento tenuto dallo stesso Consorzio ASI nella vicenda della
realizzazione di un impianto di ossicombustione, corredato di tutte le
autorizzazioni regionali, ma contestato dalle popolazioni locali. Poi ho
denunciato l’autorizzazione alla discarica di tonnellate di materiale di scavo
in un “parco urbano” ultimato, ma non ancora aperto. In entrambi i casi ho
avanzato rilievi, sollevato osservazioni e formulato domande che sono rimaste
senza alcuna risposta da parte degli interessati, ad iniziare dal Sindaco di
Bari Antonio Decaro.

Sembra proprio che quanto accade
nell’area industriale di Bari, salvo quel che riguarda i livelli di occupazione
e l’attività delle aziende insediate, non interessi nessuno. E credo si tratti
di più di una sensazione se, al contempo, quelli dell’ASI sembrano convinti di
non dover dare conto a nessuno del proprio operato! Non mi riferisco soltanto
alle vicende dell’inceneritore e della discarica, quanto alle 
altre che sono state sollevate tra l’ottobre 2016 e
l’aprile 2017 dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle al Comune di Bari
; i quali,
di fronte alla chiusura ostentata dal Sindaco Decaro ed al clima di omertà,
furono indotti a rimettere tutto alla valutazione dell’autorità giudiziaria.
Auspico che la Procura faccia finalmente chiarezza nell’interesse dei cittadini
di Bari e Modugno.

I prossimi appuntamenti sul
territorio?

Domani pomeriggio, a Polignano, parteciperò alla cerimonia di intitolazione dell’Istituto Alberghiero a Domenico Modugno mentre sabato in serata sarò presente alla festa di fine concorso di “Olio di Famiglia” che si svolgerà presso il Country House Lama dei Taveri in agro di Monopoli. Il 2 giugno, poi, parteciperò alla consueta parata a Polignano.

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FONTE : Giuseppe L’Abbate | Un cittadino in Parlamento