Cronache Parlamentari – 31

Di Giuseppe L’Abbate | Un cittadino in Parlamento:

Venerdì 12 aprile ho partecipato alla presentazione del Manuale Pratico di Comunicazioni Radio Marittime GMDSS per il Diporto scritto da Francesco Tropiano presso la sede del Circolo Canottieri Pro Monopoli. Un manuale utile per tutti coloro che amano le imbarcazioni da diporto: per la loro sicurezza e per quella degli altri.

Il lavoro parlamentare, invece, è iniziato subito lunedì mattina con la discussione del Decreto Emergenze Agricole che, dopo aver raggiunto l’approvazione in Commissione Agricoltura, è approdato nell’Aula di Montecitorio.

Abbiamo condotto un lavoro di ascolto delle associazioni e dei produttori e di partecipazione democratica delle diverse forze politiche che ha premiato il nostro modello democratico parlamentare. Un lavoro che ci riempie di orgoglio e che la votazione dell’Aula ha riconosciuto con i numeri. Il decreto, infatti, è stato approvato dalla Camera con 275 voti favorevoli e nessun voto contrario.

Con questo provvedimento interveniamo con un impegno finanziario senza precedenti a favore di tanti comparti del primo settore. Ad iniziare dal lattiero-caseario, soprattutto l’ovicaprino che ha visto le vibranti proteste di piazza degli allevatori proprio poche settimane fa. Abbiamo stanziato 10 milioni di euro per il rilancio e il sostegno del comparto, a cui si sommano 5 milioni di euro per fronteggiare gli interessi sui mutui delle imprese e 14 milioni di euro per il Fondo indigenti che consentirà, quindi, l’acquisto di formaggi DOP prodotti esclusivamente con formaggio di pecora. Ma soprattutto abbiamo previsto la tracciabilità dei prodotti: disponendo di dati certificati, gli allevatori potranno controllare l’andamento dei mercati e ottenere una remunerazione migliore.

Per il settore agrumicolo abbiamo inserito una dotazione finanziaria pari a 5 milioni di euro per fronteggiare gli interessi sui mutui accesi dalle imprese del comparto. Una misura che segue il decreto ministeriale per il recupero e la tutela degli agrumeti caratteristici (3 milioni); l’attivazione del fondo nazionale agrumicolo con 10 milioni di cui 8 per il contrasto alla tristeza, 1,5 milioni per la promozione e 500mila euro per la concessione di contributi per la conoscenza, salvaguardia e sviluppo dei prodotti agrumicoli Dop e Igp; l’autorizzazione con la Cina per la spedizione aerea delle nostre arance a cui si aggiungono altri 2 milioni di euro per la promozione degli agrumi anche all’estero e degli altri settori in crisi.

Abbiamo dato manforte, poi, al settore suinicolo con 5 milioni di euro destinati a rafforzare i rapporti di filiera, ad aumentare l’informazione e la promozione dei prodotti suinicoli verso il consumatore, migliore la qualità e il benessere animale promuovendo l’innovazione, i contratti di filiera e le organizzazioni d’impresa.

Abbiamo dato risposte anche ai pescatori: se nei mesi passati il Governo ha dato una accelerata storica ai diversi pagamenti del fermo pesca, abbiamo posto fine ad una questione che ha portato il mondo ittico a protestare finanche in piazza Montecitorio: quel Sistema sanzionatorio da più parti ritenuto davvero vessatorio e su cui assicureremo un corretto bilanciamento tra precetto e sanzione per il contrasto alla pesca illegale.

Poniamo fine a questioni che il Paese si porta dietro addirittura dagli anni ’90 come il recupero del prelievo supplementare relativo alle quote latte: siamo sotto infrazione comunitaria e, se non interveniamo, rischiamo pesanti sanzioni. Concediamo permessi per la movimentazione sul territorio nazionale degli animali delle specie sensibili al virus Blue Tongue come i bovini che altrimenti, a causa degli ovini colpiti, sarebbero bloccati. Autorizziamo l’anticipazione del 50% dell’importo richiesto sui pagamenti diretti PAC dando respiro alle imprese agricole dei settori in crisi. Rimpinguiamo il Fondo di solidarietà nazionale per interventi indennizzatori con ulteriori 20 milioni di euro. Facciamo sì che i contratti di filiera recepiscano già di fatto quei parametri che permettano di evitare le cosiddette pratiche sleali e le situazioni di squilibrio: misure su cui proprio in questi giorni si sta esprimendo l’Unione europea. E garantiamo il proseguimento dell’attività di messa in sicurezza e bonifica del territorio occupato dallo stabilimento Stoppani nel comune di Cogoleto, in provincia di Genova: un SIN, un sito di interesse nazionale su cui diamo mandato al Ministero dell’Ambiente di provvedere ad individuare le misure e alla ricognizione delle relative risorse disponibili per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Ma soprattutto interveniamo sul settore olivicolo-oleario della Puglia, la regione dove si produce il 50% dell’olio nazionale e l’8% di quello mondiale che ha subito la combinazione di due enormi calamità che hanno inferto un duro colpo a tutta la filiera: le gelate straordinarie verificatesi a cavallo tra febbraio e marzo 2018 e l’avanzata del batterio da quarantena Xylella fastidiosa che la scienza ci conferma portare a morte certa gli ulivi.

Con questo provvedimento, tanto atteso dal comparto olivicolo, diamo finalmente applicazione alla declaratoria di calamità permettendo l’accesso in deroga al Fondo di Solidarietà Nazionale e concedendo, pertanto, i relativi vantaggi fiscali, contributivi e sui mutui alle imprese olivicole colpite dalle gelate. Il nostro raggio d’azione ha contemplato l’intera filiera olivicola, interessandosi dei sinora dimenticati frantoi che svolgono un ruolo fondamentale che è quello della trasformazione. Il crollo della produzione nei territori colpiti dalle gelate li ha costretti, nell’ultima campagna olearia, a chiudere i battenti anzitempo a fine ottobre-novembre o, in alcuni casi, addirittura a non iniziare proprio l’attività. Per costoro abbiamo stanziato un contributo di 8 milioni di euro in conto capitale. Se da un lato per l’intero settore olivicolo abbiamo previsto 5 milioni di euro per fronteggiare gli interessi sui mutui delle imprese, dall’altro scongiuriamo che queste emergenze reddituali e produttive sfocino in emergenze sociali di intere comunità concedendo quel sostegno previdenziale e assistenziale in favore dei lavoratori agricoli e dei piccoli coloni.

L’altra devastante calamità che sta cambiando lo scenario della Puglia, modificandone radicalmente il paesaggio e cancellando una tradizione secolare se non millenaria è l’avanzata del batterio Xylella fastidiosa. Oggi e solo oggi con il Governo Conte passiamo dalle parole ai fatti, con un coinvolgimento delle diverse forze politiche e delle richieste delle associazioni dei produttori. Dobbiamo far sì che questa crisi, questa vera e propria tragedia, diventi un’opportunità per rilanciare l’intero comparto olivicolo. Mentre altri Paesi come la Spagna negli ultimi 30 anni hanno redatto, finanziato e realizzato ben 5 piani olivicoli, surclassandoci in produzione e redditività, la politica in Italia ne ha solo annunciati due, realizzandone zero. Per questo servono riforme importanti nonché una visione futura sinora totalmente assente e che, a suo modo, è anche una causa di ciò a cui stiamo assistendo oggi in Puglia.

L’intento è quello di risollevare l’olivicoltura italiana partendo proprio dal Salento, con un piano di rigenerazione olivicola e di rilancio dell’economia agricola che ha visto un impegno concreto di ben 300 milioni di euro a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione messi a disposizione dal ministro Lezzi che si sommano ai 100 già stanziati in precedenza. Intervenendo lungo tutta la filiera, dai produttori sino ai frantoiani: nei territori considerati infetti, infatti, gli interventi da portare avanti sono di altro tipo dato che la crisi persiste da oramai 5 anni e che quindi dovranno essere inglobati nel piano di rilancio dell’intera area, ripensando un’economia che ad oggi non c’è praticamente più.

Introduciamo poi norme generali che varranno anche per far fronte a futuri attacchi fitosanitari, così da non far trovare nuovamente impreparato il nostro Paese, permettendoci di intervenire in maniera rapida e tempestiva a difesa delle produzioni agricole, del paesaggio e dell’ambiente. Abbiamo dato ascolto alla scienza e al mondo agricolo e produttivo che ci ha chiesto misure chiare e decise per le fasce cuscinetto e di contenimento per cercare di fermare o quantomeno contenere l’avanzata della Xylella fastidiosa. Abbiamo permesso ai Comuni di utilizzare i fondi ricevuti nell’ultima legge di bilancio anche per le azioni di contrasto al batterio da intraprendere sui propri territori. Non mi stancherò mai di ripetere, infatti, che solo e soltanto con l’impegno di tutti, istituzioni imprenditori e cittadini, potremo cercare di fronteggiare questa drammatica emergenza.

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FONTE : Giuseppe L’Abbate | Un cittadino in Parlamento