#coronavirus, le mie riflessioni sulla tecnologia nei lavori parlamentari

E2A64B50-51F8-4C0C-B363-D47608657925

Prima di iniziare i lavori di oggi, voglio dare conto di una lettera che i colleghi Lattanzio e Fusacchia mi hanno inviato il 27 marzo scorso per chiedermi di fare in modo che le sedute della Commissione “vengano trasmesse in diretta” e sia quindi possibile “la piena partecipazione da remoto di tutti i membri della Commissione che ne facciano richiesta”.
Richieste analoghe mi sono state formulate verbalmente anche da altri deputati della Commissione.
Si tratta di richieste che comprendo bene. Siamo in un drammatico momento di emergenza nazionale.
Molti di noi incontrano difficoltà a venire a Roma a causa della non piena efficienza dei trasporti e dei blocchi della circolazione imposti dalle autorità.
Molti di noi sono stati anche invitati dai propri capigruppo a non venire a Roma. Si tratta di inviti basati su intese intervenute tra tutti i gruppi per ridurre l’affollamento del Palazzo, mantenendo le proporzioni tra le forze politiche e tra maggioranza e opposizione. La ragione è evidente a tutti. Dobbiamo contribuire a ridurre il rischio della propagazione del contagio sul territorio nazionale: un rischio che qui dentro è alto non solo perché siamo normalmente tanti, ma soprattutto perché veniamo da ogni parte d’Italia e torniamo in ogni parte d’Italia.

A queste pressioni che ci spingono a non venire alla Camera si oppongono però pressioni opposte. Prima tra tutte la consapevolezza che svolgere il nostro lavoro di rappresentanti della Nazione è per noi un dovere, prima che un diritto, e che abbiamo il dovere adesso di contribuire come parlamentari ad aiutare il Paese a superare questo momento di difficoltà.
È naturale quindi che tanti chiedano che si faccia ricorso alla tecnologia per realizzare un bilanciamento tra il diritto-dovere del Parlamento di lavorare e l’esigenza di tutelare la salute pubblica, evitando di fare di Montecitorio un centro di propagazione nazionale del contagio.

Personalmente – come sanno bene quelli tra di voi che mi conoscono – sono favorevole all’utilizzo delle nuove tecnologie nell’attività parlamentare. Lo dimostra – se fosse necessario – il fatto che ho sostenuto per primo e con forza l’iniziativa della Camera per la digitalizzazione dei documenti di lavoro in Commissione e per la loro distribuzione tramite apposite applicazioni informatiche, dando vita alla commissione “paper free” dal primo giorno . E personalmente non sono affatto contrario a prendere in considerazione la possibilità di utilizzare le tecnologie per consentire la partecipazione ai lavori della Commissione anche ai deputati che non possono essere presenti fisicamente.

Come presidente di Commissione, tuttavia, ho il dovere di attendere che su questo punto siano prese decisioni al livello competente, che è quello della Giunta del regolamento.
Non possiamo nasconderci infatti che permettere la partecipazione da remoto anche solo alla discussione – per non parlare delle votazioni – significa introdurre nei lavori parlamentari un elemento di fortissima novità, i cui effetti sono potenzialmente imprevedibili. Scelte di questo tipo non possono essere introdotte in via di prassi, con decisioni autonome dei singoli presidenti o con accordi interni ai componenti delle singole Commissioni.
È necessario che siano attentamente valutate le implicazioni delle possibili opzioni.

Il dibattito parlamentare è la sostanza della vita democratica. La vita democratica non è fatta solo di fasi di collaborazione. Conosce anche momenti di fortissimo e duro scontro tra le varie forze politiche. Le istituzioni, la democrazia, reggono a questi momenti di scontro solo se e quando esistono regole chiare e ragionate cui appellarsi. Istituzioni salde poggiano su regole ferme, non su prassi improvvisate. Non possiamo, perciò, su una materia così delicata, procedere in modo disordinato, attraverso prassi eterogenee e non sufficientemente meditate. Le prassi stabiliremmo oggi, infatti, resterebbero poi anche domani e continuerebbero a condizionare il nostro modo di lavorare.

È indispensabile quindi attendere che la Giunta del regolamento completi l’istruttoria che sta svolgendo. Come sapete, la Giunta è convocata già oggi per ascoltare le comunicazioni del Presidente della Camera sulle modalità di svolgimento dei lavori delle commissioni in questo periodo di emergenza. Organizzeremo i nostri lavori con le modalità che saranno stabilite nell’ambito della Giunta, quali esse siano.
Ad ogni modo, anche in vista di questa riunione della Giunta, ho ritenuto mio dovere scrivere al Presidente Fico per informarlo della lettera che mi è stata inviata dai deputati Lattanzio e Fusacchia e di tutte le sollecitazioni ricevute dai deputati e dalle deputate



Di Gallo Luigi PRESIDENTE della VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE):

FONTE : Gallo Luigi PRESIDENTE della VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)