CORONAVIRUS, CORRAO (M5S): DIE WELT SPIEGHI PERCHÉ IN GERMANIA SI RICICLANO SOLDI DELLE MAFIE

Oggi ci scandalizziamo perchè un importante giornale tedesco dice che le mafie italiane aspettano i soldi europei. Secondo me non c’è niente da scandalizzarsi, è semplicemente la storia che si ripete e vi spiego perchè.

Ricordate quando in Italia si pensava che le mafie fossero un fenomeno esclusivo del sud? Ecco, mentre i benpensanti del nostro Paese continuavano a puntare il dito verso il mezzogiorno, le mafie avevano già messo pesantemente le mani su tutta l’economia del nord, inserendosi e imponendosi ovunque. Molte storie imprenditoriali di successo italiane nascono o vengono dopate da soldi sporchi, ma andava bene far finta di nulla. Già da molto tempo la ‘ndrangheta, con i suoi quasi 60 miliardi di fatturato odierni, ad esempio fa affari in tutti i continenti, però ad alcuni piace pensare che non sia così, e che la ricchezza messa in circolo in un determinato territorio sia solo frutto del duro e regolare lavoro di quel territorio. Da noi, dopo decenni di presenza stabile e costante delle mafie al nord, ci sono ancora sedicenti giornali e giornalisti che non hanno smesso di puntare il dito verso sud e a cui, ahimè, viene dato ampio spazio e visibilità nel dibattito nazionale.

Le mafie hanno fatto scuola di neoliberismo e insegnato agli operatori economici multinazionali come muoversi, hanno anticipato la globalizzazione di decenni. Mentre nel mondo vigevano dazi ed embarghi, le criminalità organizzate facevano “shenghen” con la “French connection” e trattati di libero scambio su scala globale con la “pizza connection”. Ricordate cos’era? La morfina base veniva importata dal sud-est asiatico, transitava per la Turchia e per la Svizzera e arrivava in Sicilia, dove si trasformava in eroina nelle raffinerie gestite dalle famiglie mafiose (la più grande era ad Alcamo, dove sono cresciuto) e dalla Sicilia, divenuta una sorta di hub globale del traffico di droga in quegli anni, prendeva la strada del commercio globale, inondando i grandi mercati europei e nordamericano. In USA arrivava con le forniture alimentari, dentro le confezioni di pomodoro dirette alle pizzerie, che fungevano sia da copertura (non per lo spaccio, affidato a delinquenti di livello più basso), che da lavatrici dell’enorme quantità di guadagni che il traffico di droga portava con se. Queste operazioni avevano una regia siciliana, ma riguardavano gruppi criminali di mezzo mondo. Una globalizzazione ante litteram.

Se Cosa Nostra, e poi tutte le altre criminalità che hanno seguito l’esempio, riusciva a riciclare centinaia di miliardi negli anni ’70, con tutte le barriere e i problemi che c’erano, figuratevi oggi. A quei tempi c’era il boom e in italia si facevano grandi affari e bella vita. Ma in poco tempo si sono estesi ovunque; Spagna, Svizzera, Francia, Belgio, UK, Olanda e soprattutto Germania sono diventati teatro privilegiato delle attività criminali e di riciclaggio delle mafie. Poi l’allargamento ad est del 2004 ha esteso il campo di influenza delle collaborazioni su operazioni industriali e agroalimentari legate alle nuove frontiere del libero mercato e il flusso di fondi comunitari.

Io sono stato il primo a denunciare in parlamento europeo come le mafie mettessero le mani sui fondi UE ovunque (ci sto finendo di scrivere un libro in materia, a proposito) e sono stato anche relatore della direttiva antiriciclaggio tramite norme penali che mi è costata mesi di lavoro per far capire ai tedeschi, con l’ausilio della presidenza bulgara, quanto si fossero infilitrati nelle loro economia i proventi illegali delle criminalità organizzate.
Al giornale tedesco va chiesto di spiegare se alla Germania il riciclaggio dei soldi delle criminalità organizzate nella loro economia piace, se gli va bene. Perchè finora così è stato, siccome gli hanno fatto comodo le valigette piene di milioni sporchi di sangue, hanno chiuso un occhio, anzi tutti e due. Pecunia non olet.
Hanno ragione quando dicono che in Italia un sacco di fondi UE sono finiti nelle mani delle mafie (così come ci sono finiti in altri Stati europei), ma la storia va raccontata tutta, e siccome le mafie sono macchine da profitto, vanno e investono dove si fanno affari e il margine di guadagno è maggiore. Il governo tedesco, come altri, a questi spietati assassini e delinquenti finora ha aperto le braccia, di questo dovrebbero parlare. La lotta dura e serrata alle criminalità invece è stata sempre fatta a sud, nei posti dove sono nate. A noi sia il danno che la beffa (con i proventi che vengono reinvestiti dove si chiude un occhio, come in Germania).

Ed è quindi la storia che si ripete, come vi dicevo all’inizio. Qualche lustro fa c’erano i benpensanti padani che puntavano il dito contro i meridionali, mentre avevano già a casa loro tutto quello di cui ci accusavano. Oggi la stessa cosa la fanno i benpensanti crucchi con gli occhi chiusi nei confronti dell’Italia intera, e non solo parlando di mafie. Domani chissà. Si è sempre sud di qualcun altro.

Oggi ci scandalizziamo perchè un importante giornale tedesco dice che le mafie italiane aspettano i soldi europei….

Pubblicato da Ignazio Corrao su Giovedì 9 aprile 2020

 

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FONTE : Ignazio Corrao