Comuni, strumenti di equità sociale per garantire servizi ai cittadini

di Gianni Lemmetti:

Porre le basi economiche per la città del futuro superando le resistenze del passato per mettersi al passo con le grandi capitali europee. Questo il tema centrale del mio intervento al Convegno organizzato dall’IFEL, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale, tenutosi a Roma questa mattina.

Roma è una città complessa con 15 municipi che contano, ciascuno, più abitanti di una grande città italiana. Quando questa Amministrazione si è insediata, il Comune era praticamente fallito. Noi abbiamo rimesso in sesto i conti, approvando i bilanci in tempo e ripristinando una sana programmazione economica-finanziaria.

Proprio in questi giorni è stato avviato l’iter per l’approvazione del Bilancio di previsione 2019-2021 che dovrebbe essere approvato dall’Assemblea Capitolina entro la fine di dicembre. Anche quest’anno ci sono tutti i presupposti per rispettare la scadenza prevista normativamente.

Inoltre, grazie alla legge di bilancio statale abbiamo messo a disposizione le risorse che derivavano dall’avanzo di amministrazione e tracciato una manovra espansiva sugli investimenti, che abbiamo ribattezzato #SbloccaRoma.

Immaginare l’avvenire di una città è compito della parte politica e degli amministratori locali. Per questo occorre un modo completamente nuovo delle strutture amministrative di relazionarsi con la gestione economica e finanziaria sia in fase di gestione che di programmazione del bilancio.

Il mio obiettivo è superare l’overshooting, ossia riuscire a spendere tutte le risorse inserite in bilancio e fare investimenti che seguano l’evoluzione delle necessità dei cittadini.

Mi definisco un liberista. Ma c’è una notizia che mi ha fatto riflettere e un po’ spaventato: 62 persone nel mondo detengono l’equivalente della ricchezza di altri 3 miliardi e mezzo di persone.

E di fronte a questa disuguaglianza gli amministratori degli enti locali si trovano spesso impotenti perché gestiscono un meccanismo di prelievo della ricchezza, la riscossione, che non redistribuisce le risorse in maniera più equa.

Bisogna dunque lavorare affinché i Comuni, gli enti più vicini ai cittadini, possano diventare strumenti di una maggiore equità sociale che garantisca a tutti livelli adeguati di servizi essenziali.

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