Che Salvini cerchi figa altrove

Forse Salvini alla cena di gala è andato solo per vedere se c’era in giro un po’ di figa. Ha trovato la Boschi e qualche tardona radical shit. Meglio se stava a casa col telecomando in mano. 6 mila euro buttati nel cesso. Anche perché il risotto faceva cagare e certe rimpatriate del vecchio regime portano pure rogna. Oggi basta davvero un attimo per passare da paladino del popolo a traditore doppiogiochista. Davvero un attimo. Il livello di allerta popolare è altissimo, il livello di sopportazione ai minimi storici. Già, meglio che Salvini certi figa altrove. Dopo decenni di pugnalate alle spalle i leader politici scadono alla velocità delle mozzarelle. Giustamente. Ne sa qualcosa Renzi, ne sa qualcosa Macron. Mozzarelle. Light. È il populismo baby. E se hai 6 mila euro da buttare nel cesso per andare a cena con qualche tardona e qualche parruccone tirato a lucido, viene il sospetto che ci sia una bella differenza tra l’eterno ragazzone che martella su Twitter e il sciur Salvin da Milan che fa politica da un quarto di secolo. Uno chiagne, l’altro fotte. Uno indossa felpe, l’altro il frac. Niente di peggio oggi come oggi. Nella guerra in atto tra popolo e caste traditrici, non sono perdonate ambiguità. Basta un niente e i politici finiscono nel bidone dell’umido anche perché i popoli non hanno più tempo nemmeno per la differenziata. Davvero, che Salvini certi figa altrove. Magari in una trattoria che fa anche da balera sul tardi. Del resto non è più un ragazzino, è un politicante di lungo corso che sta vivendo un’improvvisa e folgorante primavera. Una primavera dovuta alla decomposizione berlusconiana. Una primavera dovuta alla dilagante paura dell’uomo nero che da leghista di razza sa sfruttare al meglio. Ma anche dovuta al fatto che Salvini è salito sul treno giusto, quello del cambiamento. Andare al governo con una forza fresca, innovativa e piena di contenuti come il Movimento 5 Stelle, è stato come andare dal chirurgo estetico per la Lega. Il più vecchio partito italiano e dal curriculum non certo immacolato. Lo dicono i numeri. E allora che Salvini certi figa altrove. Certo, se raccatta una del Pd rischia di perdere le europee. Potrebbe provare con una donna in divisa visto che lo eccitano tanto le divise. Sai che numeri alla sera. Il poliziotto inflessibile e la pompiera di Trastevere. Oppure può provare con una di fuori, almeno lo lascia andare in giro a far comizi tutto il tempo e si vedono solo per timbrare il cartellino. Potrebbe essere una di Bruxelles. Sarebbe una bella rivincita per il sciur Salvini che ce l’ha a morte con quei panzocrati sempre dietro a bere e che lo hanno sempre ricoperto di letame. Non è che in realtà a Bruxelles Salvini ci bazzicasse un granché, ma appena lo vedevano partivano le badilate. Erano i tempi dell’Indipendenza della Padania, gli avevano appiccicato la nomea di quello che voleva distruggere l’Europa. Poi però l’Europa l’hanno distrutta loro a furia di austerity e porti aperti e quella pecora verde è ricomparsa nelle vesti di lupo italico intenzionato a scacciarli tutti nelle urne. È il populismo baby. Imperversa un vento di cambiamento sotto il cielo continentale. Sta perfino iniziando la campagna elettorale. Tante incognite e una sola certezza. Che Salvini cerchi figa altrove.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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