Che lingua che fa

La lingua di Fazio si esibirà in trasferta, in quel di Parigi. Una puntata che si preannuncia memorabile. A venir leccato a dovere sarà infatti nientepopodimeno che il deretano più prestigioso di Francia, quello del Presidente della Repubblica Emmanuel Macron in persona. Quel deretano pallido e rinsecchito che ogni francese pagherebbe oro per poter prendere a pedate e che invece Fabio Fazio leccherà con passione e dedizione a nome di tutti gli italiani. Era da tempo che in molti si chiedevano perché diamine Fazio dovesse guadagnare quella valanga di soldi pubblici ed ecco che arriva prontamente la risposta. Fazio è dotato di un talento unico nel suo genere. È in grado di portare la sua lingua a livelli inconcepibili per i comuni mortali. Fazio avrebbe potuto intervistare un gilet giallo a piacere, oppure un leader africano vittima della colonizzazione francese, oppure un abitante di Ventimiglia oppure poteva pure farsi i cazzi suoi e continuare a ruffianarsi nani e ballerine. Ed invece no, la sua lingua ambiziosa e insaziabile punta a deretani che le lingue ordinarie non oserebbero nemmeno immaginare e questa volta è toccato addirittura a Monsieur le Président. Nei corridoi dell’Eliseo si vocifera che Fazio si sia avvicinato al cospetto di Macron in ginocchio mentre altri sostengono a gattoni e che abbia comunque osato alzarsi in posizione eretta solo dopo avergli lustrato perbene i mocassini presidenziali. Ma al di là delle malelingue pare sia stato davvero un coup de langue extraordinaire. Trattamento integrale con tanto di happy ending. La Francia è in fiamme. Nessun presidente è mai stato tanto odiato come Macron. Perfino le lobby dei banchieri che l’hanno messo lì cominciato a capire la minchiata che hanno fatto. Ministri che l’hanno mollato, popolo in rivolta, istituzioni che tremano. E se non bastasse la politica, ci si mette di mezzo pure la vita privata. Pare Macron si fosse preso una cotta per la sua guardia del corpo Benalla e quel ragazzaccio gli ha piantato casini in mezzo mondo. La moglie poi vuole rifarsi la dentiera di platino che costa un occhio della testa. Davvero un periodaccio. Infatti quando i suoi segretari gli hanno detto che un certo Fabio Fazio lo voleva intervistare, Macron prima ha chiesto chi cazzo fosse e poi ha fatto il segno dell’ombrello. Figurarsi se con tutte le grane che ha è il momento di concedere interviste e poi proprio alla televisione pubblica di quei maledetti lebbrosi dei populisti italiani. Ma come al solito non aveva capito una mazza. Sono dovuti intervenire i suoi collaboratori per spiegargli che Fazio è un sacerdote televisivo dell’ancien régime e che è finito nella lista nera dei populisti e lo attende un futuro da martire epurato nonché d’orato. Gli hanno spiegato che gli autori radical shit di “Che lingua che Fa” avrebbero fatto scrivere a lui le finte domande e che quindi quell’intervista poteva essere una bella passerella in vista delle elezioni europee e pure una buona occasione per gettare della merde sur les populistes. E poi senza nessuno sforzo, a domicilio e pure a spese di quei fessi che pagano il canone. Ma pare che la testolina presidenziale si sia convinta solo quando gli hanno spiegato che quella incursione nelle case degli italiani in prima serata avrebbe fatto impallidire quella di Di Maio coi Gilet Gialli. E che non si trattata altro che giocare di sponda col vecchio regime italiano che sta tentando disperatametne di sabotare il governo gialloverde. Solo a quel punto ha detto oui e da quello che filtra dalla stampa transalpina il risultato dell’intervista registrata è davvero esilarante. Mentre Fazio curvo in avanti fatica a trovare il coraggio di guardare in faccia il suo interlocutore e contenere fiumi di bava, Macron predica saccente sul profondo rapporto di amicizia tra Italia e Francia, sulla responsabilità comune che ci lega all’Europa, sulle sfide migratorie, ambientali e sticazzali che ci attendono. Una lezione di stile e di alta politica per tutti quei beceri populisti italiani che osano sognare il cambiamento. E pare che alla fine dell’intervista il deretano più prestigioso di Francia luccicasse come non mai.

Tommaso Merlo

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