Carnefici ben vestiti, magari soci di Onlus ed ONG

di Nicola Morra

Molti hanno paragonato Carola Rackete ad Antigone. Solo che pochi ricordano come si concluda la tragedia di Sofocle dedicata appunto all’eroina tragica oggi tanto celebrata: con una strage, in cui tutti perdono.

Tutti, compreso Creonte, lo stesso despota contro la cui volontà tirranica Antigone si era battuta.

Fin quando il mondo tutto non si prenderà cura della questione Africa nella sua totalità e complessità, avremo tante altre repliche del capolavoro di Sofocle, tanti altri disperati su cui si ripeteranno partite ideologiche, tanti altri giochi di potere capaci solo di concentrarsi sugli effetti, senza minimamente incidere sulle cause.

Le migrazioni dall’Africa, così come da altre zone del mondo sfruttato da predazione e dilaniato da guerre, non potranno essere evitate fin quando la politica, usando sempre metafore di origine greca, non imparerà da Prometeo – grazie alla razionalità capace di prevedere, di anticipare il futuro – piuttosto che da Epimeteo – in grado solo di constatare, di registrare ciò che si era già verificato.

La politica, se vuole crescere dal livello delle buone intenzioni per elevarsi al piano del reale cambiamento, deve imporsi all’economia ed alla finanza, deve contrastare le asimmetrie dello sviluppo da un lato e della miseria causata dallo sfruttamento dall’altro, pena il ripetersi di gigantesche guerre fra disperati che si scanneranno sotto gli occhi dei loro carnefici.

Carnefici ben vestiti, magari soci di Onlus ed ONG, impegnati a contare i propri soldi in banca, mentre tutto il mondo è in trepidazione per dei disperati salvati da una barca.

Do you remember Sankara?