Cabina di regia su prevenzione e contrasto della tratta di esseri umani: prima riunione

Oggi ho partecipato, su delega del Ministro della Difesa, alla prima riunione tecnica per la costituzione, presso Palazzo Chigi, della Cabina di regia a carattere politico e istituzionale, che si occuperà di definire gli indirizzi per la programmazione e il finanziamento degli interventi di prevenzione e contrasto della tratta di esseri umani.

L’obiettivo del tavolo è infatti ridefinire, attraverso un dialogo interistituzionale, il modello di governance sulla base del Piano Nazionale Anti-tratta del 2018 che si è dimostrato particolarmente efficace. Oltre alle strategie pluriennali, definiremo azioni concrete per la sensibilizzazione, prevenzione sociale e l’integrazione delle vittime, sulla base di quattro direttrici: prevention, prosecution, protection e partnership, con dei livelli di azione integrati tra il nazionale, regionale e locale.

Secondo le indagini di settore svolte dal II Reparto dell’Arma dei Carabinieri sulla criminalità organizzata, le organizzazioni criminali controllano tutta la filiera della tratta, fornendo assistenza logistica nel momento di reclutamento, trasporto e trasferimento dei clandestini, fino alla fornitura dei documenti falsi o contraffatti, garantendosi anche, successivamente, lo sfruttamento delle vittime per fini sessuali o lavorativi.

Solo nel 2019 i Reparti dell’Arma hanno deferito complessivamente 1.233 persone per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, riduzione in schiavitù, tratta di persone e intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Fondamentale è l’azione che il governo continuerà a portare avanti relativamente la protezione e l’assistenza delle persone trafficate, in particolare verranno stanziati attraverso un bando pluriennale fondi specifici per le associazioni che operano a tali fini.

Le maggiori problematicità alle quali nei prossimi mesi dovremo rispondere sono principalmente quelle relative all’identificazione delle vittime, alla scarsa collaborazione delle vittime con le Forze di polizia e il difficile reperimento di mediatori culturali.

Di fronte ad un fenomeno così preoccupante quanto urgente, l’Italia è decisa a fare la propria parte e vuole rispondere con serietà ad un problema che si è drammaticamente riproposto in Europa soprattutto a seguito dei massicci fenomeni migratori.



Di Angelo Tofalo:

FONTE : Angelo Tofalo