#AutostradeStory – Le vie infinite dei Benetton per incassare indisturbati

Ne hanno pensate e realizzate di tutti i colori. Pur di mantenere salda la presa sul business delle concessioni autostradali, senza essere disturbati troppo nei loro incassi alla zio Paperone, i Benetton sono arrivati a far sentire la loro “vicinanza” al poliedrico mondo delle fondazioni politiche e dei cosiddetti think tank: sulla carta pensatoi e centri di ricerca, nella sostanza enti così infarciti di politici ed ex politici che le varie società di famiglia (Atlantia, Autostrade, Autogrill) non se la sono certo sentita di far mancare il loro supporto. Alla faccia di investimenti, manutenzioni e tutela degli automobilisti. 

Nella precedente puntata di #AutostradeStory abbiamo già raccontato di come i manovratori del casello abbiano evitato disturbi nominando ex ministri, sottosegretari, parlamentari e manager di Stato nei Consigli di amministrazione delle loro concessionarie: nomi come Paolo Cirino Pomicino, Antonio Mastrapasqua, Nicola Rossi, Aldo Scarabosio, Antonio Bargone, Marco Bonamico e chi più ne ha più ne metta.

Ma l’altra autostrada per blandire, lusingare e allettare la politica, attraverso contributi economici e variegate forme di sponsorizzazione, è stata ed è tutt’ora quella che porta alle fondazioni e ai think tank. 

Autostrade per l’Italia, per dire, ancora oggi è tra i soci ordinari di Italiadecide, l’associazione fondata e guidata dall’ex presidente della Camera Luciano Violante, ex Pci, Pds e Ds. Atlantia, la holding dei Benetton che controlla Autostrade, è invece inserita nell’elenco dei soci sostenitori dell’Aspen, think tank pieno zeppo di politici e presieduto dall’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti. Ancora, tra i soci dell’Ispi, Istituto per gli studi di politica internazionale, spicca Autogrill, altro gioiello della famiglia di Ponzano Veneto. 

E che dire di Symbola, la fondazione guidata dall’ex presidente di Legambiente ed ex deputato dell’Ulivo Ermete Realacci? In questo caso nel comitato scientifico siede Francesco Delzio, capo delle relazioni esterne di Atlantia, mentre Autostrade per l’Italia, almeno fino a pochissimo tempo fa, risultava tra i soci sostenitori della fondazione medesima.

E poi ci sono i volti storici. Fabio Cerchiai, presidente di Atlantia e già presidente di Autostrade, ancora oggi compare nel Comitato d’indirizzo dell’Istituto Bruno Leoni, che in passato si è distinto per alcuni studi contro ogni ipotesi di nazionalizzazione o ripubblicizzazione delle concessioni. E lo stesso Cerchiai è tutt’ora nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Magna Carta, presieduta dal senatore forzista ed ex ministro Gaetano Quagliariello.

Insomma, le vie dei Benetton sono davvero state infinite, pur di assicurarsi un indisturbato privilegio.

   


A questi link le puntate precedenti di “AutostradeStory”:

1) La Lega come sempre dalla parte dei più forti

2) La speculazione servita su un piatto d’argento

3) I signori del Casello coperti d’oro da una politica prona

4) Concessioni a immagine e somiglianza dei Benetton

5) Le segnalazioni delle autorità di controllo come carta straccia

6) Una rete ridotta a colabrodo e tre faldoni d’inchiesta

7) Così i Benetton hanno assicurato il loro tesoro

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