Autonomie e Governo. Ecco le mie riflessioni

Di Gallo Luigi PRESIDENTE della VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE):

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Ho da dirvi la mia sulle autonomie e sul governo.
Innanzitutto sono soddisfatto di come stia andando la discussione sulle autonomie di queste settimane. Solo qualche giorno fa vi ho annunciato l’interrogazione depositata in Parlamento, basata su tre punti fondamentali:
1) no alle regionalizzazioni
2) aumento stipendi del personale della scuola
3) ricerca di risorse per i ricercatori precari

Dopo una settimana abbiamo già notizia del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, grazie al suo lavoro di discussione seria su ciò che debba essere la definizione delle autonomie per le regioni e del rapporto tra Regioni e Stato centrale. Voglio ringraziare Salvatore Giuliano che ha lavorato a questa discussione con molta serietà e un abbraccio ai membri della Commissione Cultura del movimento 5 Stelle, che è stata compatta sul tema, proprio perché tanti membri appartengono al mondo della scuola, la conoscono bene e sanno entrarci con merito e tecnica.
Ma, l’abbraccio più grande è per i cittadini, i primi a segnalare il rischio di una regionalizzazione della scuola. Quando sia allea il M5S con la società civile e, in questo caso con i sindacati, si scrivono grandi pagine e grandi risultati per i cittadini. Che, mai come oggi, hanno mantenuto la barra dritta dal primo giorno su questo tema.
Io stesso l’ho mantenuta dal primo giorno su questo tema, che è sicuramente molto delicato e che per certo non avrebbe dovuto produrre un danno all’istruzione e alla scuola nazionale.

Questi sono i primi passaggi e in più voglio affrontare anche il tema delle autonomie rispetto ai i beni paesaggistici e culturali. Molte indiscrezioni hanno riportato la necessità di trattare sui vincoli di tutela dei beni paesaggistici, controllati dal Ministero ai beni culturali. Ebbene, questa non è una cosa da poco, bisogna stare molto attenti e il perché è racchiuso in queste due storie.
La prima riguarda l’ampliamento di cisterne di idrocarburi costruite su una spiaggia di Torre Annunziata. Questo ampliamento, che era stato avviato, è stato fermato proprio grazie a un vincolo paesaggistico riscontrato dalla soprintendenza. Proprio perché un gruppo di Parlamentari, me compreso, ha sollevato la questione in Parlamento con un’interrogazione, chiedendo al Ministero se quel vincolo paesaggistico in quell’area effettivamente bloccasse la realizzazione di ulteriori cisterne di idrocarburi.
La possibilità di avere cittadini in Parlamento, votati da cittadini, ha permesso la tutela di quel paesaggio meraviglioso. Tutti gli abitanti di Torre Annunziata hanno raggiunto, grazie al lavoro di squadra che abbiamo portato avanti, un obiettivo importante. Perseguito con un’attenzione mediatica importante, nazionale e un coinvolgimento serio dello Stato Centrale.
Tutto questo potrebbe venir meno se la tutela dei beni paesaggistici venisse sottoposta alla regionalizzazione. Con la conseguenza che diventerebbe meno importante e indifferente alla lente di ingrandimento dell’informazione. I signori del cemento e del fossile non aspettano altro per portare ulteriori scempi sul nostro territorio, già ampiamente martoriato.

Penso alle lotte che oggi si conducono al nord Italia per l’ambiente, dopo che alcune tipologie di gestione del territorio hanno portato solo smog e inquinamento. È importante che sulle autonomie, anche su questo punto, ci sia attenzione massima.
Per concludere voglio aprire una parentesi di apprezzamento al politico più acclamato nel Paese che è il Presidente Giuseppe Conte che, stando ai numeri, supererebbe il 58%. Una cosa mai accaduto negli ultimi 10 anni, per non parlare dell’apprezzamento a questo Governo che, nella sua imperfezione, è riuscito a portare a casa risultati importanti. Nonostante gli errori c’è il coraggio di tornare indietro e di modificare ciò che non va attraverso il Parlamento, un organo di controllo importante a cui va dato peso per la sua naturale contiguità con il cittadino. Un patto sancito da un’elezione diretta. Il Parlamento oggi è sovrano perché sovrani sono i cittadini.



FONTE : Gallo Luigi PRESIDENTE della VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)