Apicoltura: le risposte del governo sui pesticidi dannosi per le api e sul calo di produzione per il cambiamento climatico

Di Paolo Parentela:

Pubblico qui di seguito le risposte del sottosegretario di Stato al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Alessandra Pesce in merito a due interrogazioni parlamentari:

Sul divieto di uso nel nostro Paese di fitofarmaci dannosi per le api e gli insetti impollinatori

“Siamo consapevoli della significativa rilevanza che le api rivestono per il loro ruolo nell’impollinazione di numerose coltivazioni e quali indicatori dello stato ambientale del territorio nazionale. L’apicoltura stessa ha un valore produttivo ma ha anche una funzione ambientale ai fini del mantenimento degli equilibri naturali.
Fin dal 2008 il Ministero della salute ha adottato provvedimenti volti a restringere l’uso dei “neonicotinoidi”. Inoltre l’Italia è stata promotrice a livello comunitario dell’iniziativa che ha portato ad un primo bando parziale di tali nel 2013.
Con riferimento ai prodotti fitosanitari contenenti principi attivi “neonicotinoidi” (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam) il 29 maggio 2018 la Commissione Europea ha adottato i Regolamenti di esecuzione (UE) nn. 2018/783, nn. 2018/784 e nn.2018/785, con cui sono stati stabiliti divieti specifici in merito agli impieghi di prodotti fitosanitari a base di questi principi attivi.
Con il regolamento (UE) n.2018/783, in particolare, è stato stabilito il divieto generalizzato dell’impiego di prodotti fitosanitari contenenti imidacloprid (anche per la concia di sementi), con l’unica eccezione di sementi destinate a essere utilizzate in serre permanenti e colture che permangono all’interno di una serra permanente per tutto il ciclo di vita.
Il Ministero della Salute (autorità nazionale competente per il rilascio delle autorizzazioni relative ai prodotti fitosanitari) ha diramato il 22 giugno 2018 un comunicato con il quale sono stati indicati i tempi e le modalità per il ritiro dal mercato dei prodotti contenenti imidacloprid (20 dicembre 2018). 
Analogamente, con il regolamento (UE) n.2018/784 e con il regolamento (UE) n.2018/785 sono stati stabiliti i divieti per l’uso di prodotti fitosanitari a base di clothianidin e a base di tiametoxan, specificando i termini temporali entro i quali tali prodotti dovevano essere ritirati dal mercato (20 dicembre 2018).
Pertanto, il divieto di vendita e impiego di prodotti fitosanitari a base di imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam è in vigore da oltre 5 mesi.
Per quanto poi attiene al Piano d’Azione Nazionale (PAN) – discendente dal decreto legislativo n. 150 del 14 agosto 2012 che recepiva la  direttiva 2009/128/CE istitutiva di un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi – questo prevede azioni mirate volte alla protezione del consumatore, degli operatori agricoli e degli utilizzatori non professionali, alla protezione della popolazione, alla tutela dell’ambiente acquatico e delle acque potabili, alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi.
Come noto, il PAN è attualmente in fase di aggiornamento sulla base dell’analisi dei progressi conseguiti nel primo periodo di applicazione (2014-2018).
Al riguardo, sono stati attivati numerosi tavoli di confronto con i diversi portatori di interesse, al fine di condividere le modifiche da apportare al PAN in vigore, che dovranno assicurare maggiore efficacia delle misure mirate ad un uso sempre più sostenibile dei prodotti fitosanitari. Il nuovo PAN svilupperà anche specifiche azioni finalizzate alla tutela delle api e degli impollinatori in generale.
La procedura di adozione del PAN prevede una fase di consultazione pubblica del documento redatto da vari esperti, della durata di 60 giorni, il cui avvio è previsto per i prossimi giorni.
Terminata la consultazione ed elaborate le proposte di modifica, il documento sarà inviato alla Conferenza Stato-Regioni, per la prevista intesa e quindi approvato con decreto interministeriale, a firma MIPAAAFT, Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e Ministero della salute.
Per quanto poi attiene ai fatti occorsi nella Regione Friuli Venezia Giulia, siamo certo a conoscenza dell’indagine della Procura di Udine relativa ad un fenomeno di moria delle api presumibilmente riconducibile ad un uso illecito del prodotto Mesurol contenente methiocarb, una sostanza attiva insetticida con diversa struttura chimica, trattandosi infatti di un “carbammato” e non di un “neonicotinoide”.
L’indagine risulta tutt’ora in corso ed il Ministero della Salute ha costantemente assicurato la propria collaborazione fornendo ogni utile informazione.
La Commissione europea potrebbe a breve adottare una decisione di non rinnovo del methiocarb. Tale decisione sarebbe basata comunque su potenziali rischi inaccettabili del methiocarb legati ad usi in campo, laddove la valutazione dell’EFSA non apparisse avversa all’uso della sostanza nella concia delle sementi.
Si segnala inoltre che le linee guida adottate nel 2013 dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e che gli Stati membri sono tenuti a rispettare, per la valutazione del rischio dei prodotti fitosanitari in relazione al possibile rischio per le api, attualmente sono in corso di revisione. 
Sempre con l’obiettivo di rendere più sostenibili i vari processi produttivi, nell’ottobre 2017 è stata sottoscritta un’intesa nazionale, promossa dall’Osservatorio nazionale del miele, per l’applicazione delle buone pratiche in agricoltura tra Associazioni apistiche, Associazioni sementiere, Associazioni ortofrutticole e rappresentanza del mondo agricolo.
A seguito della sottoscrizione della citata intesa, è stato istituito un tavolo tecnico quale organismo operativo per l’implementazione delle attività previste, che si riunisce presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, con la partecipazione del servizio fitosanitario nazionale e coordinato dall’Osservatorio Nazionale Miele.
Ulteriormente, nel concludere, ricordo che l’attenzione che il Governo nutre per la tematica è testimoniata, peraltro, anche dal parere favorevole offerto nella recente mozione unitaria appovata alla Camera specificatamente con riguardo alla necessità di assumere iniziative sui trattamenti antiparassitari con prodotti fitosanitari ed erbicidi tossici per le api, onde salvaguardarne l’azione pronuba, sia in fase di fioritura che in quella di melata.”

Sulle criticità del settore apistico legate all’andamento climatico

“L’attenzione di questo Ministero nei confronti dell’apicoltura è massima. Il comparto “apicoltura” ha un valore produttivo specifico ma ha anche una funzione ambientale ai fini del mantenimento degli equilibri naturali, i due fronti su cui si incardina l’azione di indirizzo e coordinamento di questo Ministero.
Il programma nazionale di sostegno al settore apistico per il triennio 2017-19, redatto dal MIPAAFT grazie al sostegno assicurato dai fondi del primo pilastro della Politica Agricola Comune PAC (OCM Api), prevede il finanziamento di una serie di misure in favore degli apicoltori.
Misure che sono finalizzate a: combattere una serie di patologie che colpiscono gli alveari, razionalizzare la transumanza, sostenere i laboratori di analisi dei prodotti dell’apicoltura per favorire la commercializzare, sostenere il ripopolamento del patrimonio apistico, favorire la collaborazione con organismi specializzati per la realizzazione di programmi di ricerca applicata nei settori dell’apicoltura e dei prodotti dell’apicoltura, migliorare il monitoraggio del mercato e la qualità dei prodotti.
A ulteriore conferma dell’attenzione di questa Amministrazione verso il settore apistico, segnalo che nell’attuale proposta di riforma della PAC post 2020, la Commissione ha previsto – nonostante i tagli di risorse finanziarie subiti dalla rubrica agricola – un consistente aumento delle dotazioni riservate ai programmi triennali del settore apistico, che consentiranno un incisivo incremento delle attività finalizzate a rafforzare il settore, a migliorarne la competitività e la sostenibilità.
Voglio anche ricordare che nella Legge di bilancio 2019, al comma 672, è stato previsto un finanziamento diretto al settore apistico per la realizzazione di progetti finalizzati al sostegno di produzioni e allevamenti di particolare rilievo ambientale, economico, sociale e occupazionale, nella misura di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020: evidente attenzione che questo Governo dedica al ruolo dell’apicoltura, sia sul versante della competitività sia della sostenibilità produttiva.
Per quanto concerne le difficoltà del settore apistico dovute all’andamento climatico, che sta determinando una riduzione della produzione di miele, ricordo che gli interventi compensativi “ex-post” del Fondo di Solidarietà Nazionale di sostegno alle imprese agricole, comprese quelle apistiche, colpite da avversità atmosferiche eccezionali, potranno essere attivati solo nel caso in cui le avversità e le colture colpite non siano comprese nel piano assicurativo annuale per la copertura dei rischi con polizze assicurative agevolate.
Purtroppo gli apicoltori non fanno ricorso a questo fondamentale strumento di intervento, messo in campo dallo Stato per fronteggiare le pesanti perdite di reddito a cui vanno incontro anche le imprese apistiche in caso di avverse condizioni atmosferiche, e, in ogni caso, non risulta pervenuta a tutt’oggi nessuna segnalazione da parte delle Regioni interessate.
Il tema della forte riduzione della produzione del Comparto è stato tuttavia già preso in carico da questa Amministrazione che ha programmato un incontro del Tavolo di indirizzo e coordinamento che raccoglie i diversi stakeholders con la finalità di fronteggiare con misure condivise il drastico calo produttivo.
A questo proposito, è necessario rilevare che il settore non risente solamente degli effetti dovuti dai cambiamenti climatici, ma anche di alcune epizoozie responsabili dello spopolamento degli alveari.”

FONTE : Paolo Parentela

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