Alessandro Di Battista: Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane.

di Alessandro Di Battista:

E’ dalle elezioni europee che ripeto un paio di cose. La prima è che Salvini (il quale bacia tutti i suoi detrattori di sinistra e pure certi suoi amichetti in odore di malaffare ma solo a me intende mandare a cag…) stia cercando qualsiasi pretesto pur di tornare al voto. Gli interessa “incassare” elettoralmente, non risolvere i problemi dell’Italia. E’ senza scrupoli, innamorato del potere e dei privilegi della visibilità e soprattutto pressato da un nugolo di mascalzoni che da sempre hanno infestato la politica italiana terrorizzati dalla riforma della prescrizione e dei nuovi strumenti per contrastare la corruzione. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane. Magari mi sbaglio io.

L’altra cosa è che PD e FI che un giorno sì e l’altro pure descrivono l’attuale governo come il peggiore della storia repubblicana sotto sotto siano non tifosi ma hooligans del governo stesso. Li terrorizza l’idea di andare al voto anticipato anche se in TV dicono il contrario. In fin dei conti la LEGA NORD è per costoro la migliore garanzia del mondo. D’altro canto quando occorre salvare gli appalti delle cooperative rosse sulle grandi opere, il potere economico-finanziario-mediatico dei Benetton o Radio Radicale, la LEGA risponde sempre signorsì. Posso sbagliarmi anche su questo, per carità. Ma lo scopriremo presto, nelle prossime ore. Le opposizioni, a cominciare dal PD che accusa il governo di creare un clima d’odio, di distruggere l’economia italiana, di favorire il ritorno al fascismo etc, etc, tra pochi minuti avrebbe il modo di creare la crisi. Come? Votando a favore della mozione del Movimento 5 Stelle contro il TAV. Con i voti del PD la mozione passerebbe creando uno scontro definitivo nel governo. Se io pensassi davvero ciò che dicono di pensare del governo attuale gli esponenti del PD non avrei dubbi: cercherei ogni modo possibile ed immaginabile per farlo cadere.

Vedremo ciò che accadrà tra pochi minuti, ma se le opposizioni non dovessero cogliere questa opportunità sarà chiaro a tutti che i loro annunci contro il governo sono solo chiacchiere e che le tragedie sociali che, a detta loro, vive l’Italia dal 4 marzo ad oggi siano infinitamente meno importanti della tragedia di perdere una poltrona, il titolo di “onorevole” e 12.000 euro al mese.