Sulla questione Italia-Cina non una sola parola

Di Mauro Gemma:

Con la firma dell’accordo con la Cina, l’Italia per la prima volta nella storia del dopoguerra avrebbe la possibilità di affermare in modo sostanzioso la propria autonomia dalle scelte imposte dall’imperialismo statunitense ed europeo. La sovranità del nostro popolo ne uscirebbe rafforzata, con l’adesione a un progetto che avrebbe immense ricadute economiche e occupazionali benefiche, senza che la Cina ci chieda alcuna forma di sudditanza politico-militare. E non è un caso che sia stata avviata una forsennata campagna mediatica, ispirata dall’esterno, per fermare il progetto
Occorre ricordare che ciò non è avvenuto neppure quando ad appoggiare governi erano i parlamentari dei partiti comunisti
italiani. Anzi, nel 1999 non ci fu alcuna opposizione da parte di chi, comunista, allora stava al governo, contro la criminale aggressione imperialista a partecipazione italiana contro la Jugoslavia. E, ai tempi del secondo governo Prodi, non ci fu opposizione al rinnovo della spedizione militare in Afghanistan (e chi aveva qualche mal di pancia a votare, venne espulso o minacciato di espulsione)..
Ora, la possibilità dell’orgogliosa affermazione della nostra indipendenza dai ricatti imperialisti dovrebbe incoraggiare tutte le forze di sinistra che si dicono esterne al PD a sostenere con decisione chi, all’interno di questo governo, si batte perché gli impegni presi da Italia e Cina abbiano attuazione.

E invece. Provate a scorrere le pagine dei siti della cosiddetta “sinistra radicale” (PRC, Dema, Potere al popolo, PC, senza parlare dei gruppi trotskisti, con la sola eccezione del PCI). Sulla questione Italia-Cina non una sola parola, neanche a strapparla con le tenaglie. Si preferisce chiudere gli occhi e dedicare fiumi di parole a qualche nuova “primavera araba” (in attesa che si tramuti nell’ennesima delusione) e alle gesta delle cosiddette “forze democratiche siriane”, vale a dire le truppe di complemento della famigerata coalizione NATO (che aveva allevato tutti i più spregevoli integralismi e fanatismi islamici), in attesa di essere indirizzate contro il legittimo governo siriano. E per le quali si organizzano anche manifestazioni nazionali (al contrario di quanto succede con il Venezuela bolivariano).
Ma davvero tutto bene?