10 impegni per l’Italia

Di Fabiana Dadone:

Dal discorso di Luigi Di Maio, Capo Politico del MoVimento 5 Stelle, dopo le consultazioni di Mattarella.

Sono 10 impegni che abbiamo preso con gli italiani e che devono essere portati a compimento:

1. Taglio del numero dei parlamentari.
Manca un solo voto per completare la riforma, per noi deve essere un
obiettivo di questa legislatura e deve essere tra le priorità del
calendario in aula.

Non la daremo vinta a chi vuole tenersi stretti 345 parlamentari in più.

2. Una manovra equa: stop all’aumento Iva, salario minimo,
taglio del cuneo fiscale, sburocratizzazione, famiglie, disabilità e
emergenza abitativa.

Gli italiani rischiano di pagare 600 euro a famiglia in più nel 2020 e
questo va impedito assolutamente. Avevamo promesso di abbassare le tasse
per le imprese che assumono e va fatto. Ci sono ancora centinaia di
norme fiscali inutili che hanno prodotto centinaia di tasse occulte per
le imprese. Va dichiarato illegale qualsiasi stipendio da 2 o 3 euro
all’ora. Misure per il sostegno alle nascite e alla disabilità.

3. Cambio di paradigma sull’Ambiente. Un’Italia 100% rinnovabile.
Dobbiamo realizzare un Green New Deal che nei prossimi decenni porti
l’Italia verso l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia al 100 per
cento. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro
la tutela dell’ambiente, la questione dei cambiamenti climatici e la
nascita di nuove imprese legate a questo settore. Basta con inceneritori
e trivelle, SI all’economia circolare e alla eco-innovazione. Norme
contro l’obsolescenza programmata.

Una legge su rifiuti zero ed investimenti pubblici sulla mobilità sostenibile.

4. Una legge sul conflitto di interessi e una riforma della Rai
L’Italia ha bisogno di una seria legge sul conflitto di interessi. Serve
una riforma della Rai ispirata al modello BBC inglese: se i cittadini
pagano il canone hanno diritto a una tv di qualità.

5. Dimezzare i tempi della giustizia e riformare il metodo di elezione del Consiglio superiore della Magistratura.
I cittadini e le imprese hanno bisogno di una giustizia efficace e
veloce: noi abbiamo pronta una riforma che porta al massimo a 4 anni i
tempi per una sentenza definitiva.

6. Autonomia differenziata e riforma degli enti locali. 
Va completato il processo di autonomia differenziata richiesta dalle
regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, istituendo
contemporaneamente i livelli essenziali di prestazione per tutte le
altre regioni per garantire a tutti i cittadini gli stelli livelli di
qualità dei servizi.

Va anche avviato un serio piano di riorganizzazione degli enti locali abolendo gli enti inutili.

7. Legalità: carcere ai grandi evasori, lotta alle mafie e ai traffici illeciti.
L’evasione fiscale oggi costa agli italiani decine di miliardi di euro.

È necessario intervenire per tutelare i cittadini onesti, colpendo
innanzitutto i grandi evasori con il carcere. Serve una maggiore
tracciabilità dei flussi finanziari e un inasprimento delle pene per i
reati finanziari, per contrastare i traffici illeciti delle mafie.
Contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina e della tratta degli
esseri umani, con politiche mirate dell’Unione Europea nei Paesi di
provenienza e transito. Oltre alla modifica del Regolamento di Dublino.

8. Un piano straordinario di investimenti per il sud.
Va lanciato un piano straordinario di investimenti per il sud, anche
attraverso l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che
aiuti imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario
territoriale del nostro Paese.

9. Una riforma del sistema bancario.
Serve separare le banche di investimenti da banche commerciali.

Se metto in banca i miei soldi voglio sapere se vengono investiti in economia reale o se qualcuno ci gioca in borsa.

10. Tutela dei beni comuni.
La scuola pubblica è un bene comune: serve prima di ogni altra cosa una
legge contro le classi pollaio e valorizzare la funzione dei docenti.

L’acqua è un bene comune: bisogna approvare subito la legge sull’acqua pubblica.

La nostra sanità va difesa dalle dinamiche di partito spezzando il
legame tra politica regionale e sanità valorizzando il merito.

Le nostre infrastrutture sono beni pubblici pagati dai cittadini ed
appartengono ai cittadini ed è per questo che va avviata la revisione
delle concessioni autostradali.

La cittadinanza digitale va riconosciuta ad ogni cittadino italiano
dalla nascita per favorire l’accesso alla partecipazione democratica,
all’informazione e per favorire la trasformazione tecnologica.



FONTE : Fabiana Dadone